Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Aforismi

Carl Gustav Hempel

L'empirismo logico

Documenti correlati

DOMANDA: Prof. Hempel, cos'è l'empirismo logico, questa scuola di cui lei è stato uno dei protagonisti?

L'empirismo logico nasce a Vienna agli inizi degli anni Venti, ma affonda le sue radici in pensatori precedenti, il più importante dei quali è Ernst Mach. Occorrerebbe però citare anche il filosofo e fisico francese Pierre Duhem e molti altri. E ci sarebbe anche da dire qualcosa di interessante sul periodo delle origini dell'empirismo logico dal "Circolo di Vienna" e ugualmente dal "Gruppo di Berlino" di Reichenbach.

Un atteggiamento condiviso era l'insoddisfazione circa il fatto che la filosofia non era riuscita, nel corso del suo sviluppo, a realizzare progressi nella trattazione di alcuni problemi, tradizionalmente considerati fondamentali in filosofia, specie dei problemi metafisici. Problemi questi che si trascinavano da lunghissimo tempo senza che si potessero constatare dei progressi nella loro impostazione e soluzione. I membri del Circolo posero a confronto questo stato di cose in filosofia con la situazione tipica del lavoro scientifico, in cui il progresso si poteva vedere con tutta evidenza.

Nel campo scientifico i problemi vengono affrontati e risolti, ed emergono nuovi problemi che, a loro volta, vengono risolti, e così via. Questo era il quadro generale del pensiero dei membri del "Circolo di Vienna". Che cosa si poteva fare per mutare la situazione di stallo in cui versava la filosofia? Questa fu la domanda che i "circolisti" si posero. La loro idea di fondo fu che noi dobbiamo esaminare con attenzione il modo in cui i problemi metafisici vengono formulati, e dobbiamo inoltre analizzare se tali problemi siano effettivamente dei problemi autentici. Nella scienza empirica abbiamo la possibilità di effettuare controlli rigorosi per mezzo di opportuni esperimenti ed osservazioni, in grado di darci indicazioni sulla validità o meno delle teorie scientifiche.

Risultò, soprattutto nel primo periodo del "Circolo di Vienna", che questo non era possibile, e si affermò pertanto che le dottrine metafisiche erano prive di qualsiasi contenuto empirico. Prive di significato empirico, le teorie metafisiche vennero considerate dei nonsensi. E alcuni membri del gruppo, a dire il vero agli inizi della storia del gruppo, le vedevano come nonsensi letterali. Una siffatta concezione, però, venne mutata. E si disse che quello della metafisica era un uso non-descrittivo del linguaggio. I problemi sono solo i problemi scientifici, e quelli metafisici non sono problemi scientifici e quindi non possono venir risolti. Essi piuttosto possono unicamente venir dissolti attraverso quello che Carnap chiamò il superamento della metafisica attraverso l'analisi logica del linguaggio.

DOMANDA: Che cosa pensa della vecchia idea dell'unificazione della scienza?

Anche su questo argomento io sarei oggi più cauto; le cose non mi paiono tanto chiare. Si dovrebbero esaminare tali tematiche con molta più attenzione, per vedere in quale misura questo genere di unificazione sia possibile. Analoga cosa vale per l'unificazione del linguaggio. Io non so se sia possibile esprimere qualsiasi cosa detta in modo significativo nei vari campi della scienza, non so dunque se sia possibile esprimere tutto questo nel linguaggio della fisica. Si può banalizzare la questione e dire: "Bene, usa qualsiasi vocabolario già esistente nei diversi settori della scienza, metti insieme questi settori e avrai un linguaggio unificato". E' questa una concezione banale che non ha alcun interesse; quel che bisognerebbe fare è vedere se esiste una qualche interessante via per caratterizzare un linguaggio nel quale dire tutto ciò che vogliamo dire.

Tratto dall'intervista "Il Circolo di Vienna" - Bologna, Archiginnasio, mercoledì 11 ottobre 1989

 


Biografia di Carl Gustav Hempel

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

Aforismi dello stesso autore

Partecipa al forum "I classici"

Tutti i diritti riservati