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DOMANDA: Lo sviluppo tecnologico comporta vantaggi e svantaggi; il problema ambientale si fa sempre più pressante. Prof. Medelsohn, che ruolo gioca la dimensione etica nel cosiddetto sviluppo sostenibile? Uno dei fatti interessanti dell'ingegno umano e dello sviluppo sociale è il fatto che non abbiamo badato al mondo che ci circonda. Ci siamo concentrati sempre di più a dotare gli esseri umani di modi di vivere più semplici, di una salute migliore, di beni materiali e di sussidi, di possibiltà di comunicazione, di possibilità di muoversi per il mondo; siamo addirittura riusciti a mandare degli esseri umani sulla luna e forse alla fine li manderemo anche su altri pianeti nel corso della nostra esplorazione dello spazio. Ma mentre facevamo tutto questo non ci siamo minimamente curati degli effetti che procuravamo a questo stesso spazio in cui viviamo, a questa biosfera, a questo ambiente. Non alludo solo al fatto che abbiamo innavvertitamente inquinato le componenti del nostro ambiente gettando varie sostanze nei fiumi, oppure immettendo sostanze inquinanti nell'aria con le ciminiere. E' che abbiamo seguito e costruito un intero metodo di produttività industriale, un intero modo di vivere: guidiamo le nostre automobili, gettiamo via i contenitori di plastica delle bevande e gli imballaggi. Abbiamo costruito un intero stile di vita che rende praticamente invivibile questo stesso mondo in cui viviamo. Si è scoperto, per esempio, che le automobili che circolano a Los Angeles o a Roma hanno un effetto drammatico non soltanto sull'aria che sovrasta Los Angeles o Roma, ma anche a livello mondiale. E poi si scopre anche che i silvicoltori del Brasile non solo abbattono gli alberi della foresta pluviale brasiliana, ma riducono anche la quantità totale di ossigeno e la capacità della superficie terrestre di assorbire le sostanze inquinanti prodotte dalle automobili di Los Angeles e di Roma. Questo fatto ci insegna che la configurazione del nostro mondo è cambiata. Ormai non viviamo più in un ambiente o in un'atmosfera locale, bensì in un ambiente e in un'atmosfera globale. Non c'entra soltanto il gesto sconsiderato che facciamo a livello locale, gettando la cenere della sigaretta nel posto sbagliato o bruciando sostanze che inquineranno l'atmosfera locale. Adesso si scopre, soprattutto in campi nuovi come quello degli inquinanti chimici che immettiamo quotidianamente nell'atmosfera, delle sostanze radioattive - di cui pensavamo di disfarci in qualche modo una volta chiusi i reattori nucleari -, che tutti questi problemi sono dei problemi a lunghissimo termine. Abbiamo scoperto che gli spray che utilizzavamo per le vernici o per le schiume da barba contenevano delle sostanze chimiche in grado di modificare addirittura la natura dei cieli; di conseguenza la vita umana sulla terra subisce gli effetti della nostra alterazione dello strato di ozono, e i raggi ultravioletti riescono a penetrare in modi che prima ritenevamo impossibili. Quindi la configurazione del nostro mondo, la natura delle interazioni che gli esseri umani provocano tra la loro enorme inventiva e il mondo che ci circonda, devono essere riconsiderati. A me sembra che le grandi conquiste che avverrano in campo scientifico e tecnologico nel corso della vita della maggior parte delle persone che mi sentono parlare in questo momento non saranno delle conquiste intese nel senso di scoperte di nuove tecniche per la manipolazione dei geni, o di nuovi mezzi di trasporto per viaggiare in modo più rapido o più comodo di prima. Saranno, invece, nuove scoperte sul modo in cui gli esseri umani e la loro attività produttiva e inventiva interagiscono con quell'ambiente naturale all'interno del quale speriamo di continuare a vivere per molti, molti anni ancora. Tratto dall'intervista Scienza ed etica - U.S.A., Cambridge, Harvard University, martedì 2 giugno 1992Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma Aforismi dello stesso autore Tutti i diritti riservati |