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Paul Ricoeur

IdentitÓ e racconto

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La questione dell'identitÓ prende una forma problematica perchŔ disponiamo di due modelli di identitÓ. Ho tentato, nel mio lavoro, di fissare questi due sensi di identitÓ, parlando da una parte di identitÓ idem - per usare un termine latino - e dall'altra di identitÓ ipse.

Che cosa intendo con identitÓ "idem"? E' l'identitÓ di qualcosa che resta mentre le apparenze o, come si dice, gli "accidenti", cambiano. Il suo modello filosofico Ŕ stato, fin dall'antichitÓ, la sostanza. La sostanza Ŕ il substrato, il suppositum, il supporto, identico nel senso che Ŕ immutabile, che non cambia, che Ŕ sottratto al tempo. Questa identitÓ sostanziale pu˛ essere anche realizzata sotto forma di un'identitÓ strutturale. Per esempio il nostro codice genetico resta lo stesso, dalla nascita alla morte, come una specie di firma biologica. Abbiamo qui un esempio di "identitÓ idem": identitÓ di struttura, di funzione, di risultato.

L'identitÓ "ipse" invece non implica l'immutabilitÓ e anzi, al contrario, si pone nonostante il cambiamento, nonostante la variabilitÓ dei sentimenti, delle inclinazioni, dei desideri, ecc. Faccio subito l'esempio pi¨ notevole dell'identitÓ "ipse"; l'identitÓ di me stesso quando mantengo una promessa. La promessa Ŕ sotto questo riguardo l'esempio pi¨ notevole, perchÚ non abbiamo a che fare, nel caso del soggetto che promette, con una identitÓ sostanziale; al contrario, mantengo la mia promessa nonostante i miei cambiamenti di umore. Questa Ŕ un'identitÓ che potremmo chiamare di mantenimento, pi¨ che di sussistenza. Io sono e mi conservo lo stesso, nonostante non sia pi¨ identico, nonostante sia cambiato nel tempo.

Ho dunque due rapporti con il tempo: l'uno Ŕ un rapporto in qualche modo di immutabilitÓ. L'altro di che natura Ŕ? Io lo definisco "identitÓ narrativa", volendo dire con ci˛ che l'identitÓ di un soggetto, capace di mantenere una promessa, Ŕ strutturata come l'identitÓ del personaggio di una storia.

La lezione pi¨ importante su cui voglio insistere Ŕ la dialettica delle due identitÓ: l'identitÓ "idem" e l'identitÓ "ipse". Si potrebbe infatti dire che l'identitÓ narrativa - presente nei grandi racconti o interpretata da noi, decifrata nella vita - oscilla tra i due poli dell'identitÓ sostanziale, immutabile e dell'identitÓ che esiste solo grazie alla volontÓ di mantenerla, come quando si mantiene una promessa.

Tratto dall'intervista "Descrivere, raccontare, prescrivere" - Parigi, abitazione Ricoeur, venerdý 20 dicembre 1991

 


Biografia di Paul Ricoeur

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