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Aforismi

Oliver Sacks

Neurologia e teorie della mente

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DOMANDA: Professor Sacks, siamo abituati a considerare come acquisite alcune facoltà umane, come ad esempio la visione degli oggetti, delle forme e dei colori. In realtà solo di recente si è scoperto che si tratta di fenomeni altamente complessi. Ce ne può parlare?

Una situazione davvero interessante si ha, ad esempio, quando una persona cieca dalla nascita riacquista la vista all'età di quaranta o cinquant'anni. In effetti Molineux scrisse una lettera a Locke, in cui gli chiedeva cosa sarebbe successo a una persona del genere: se costui riusciva a riconoscere una sfera al tatto, l'avrebbe poi riconosciuta vedendola? Recentemente, Gregory ha dato una magnifica descrizione di un caso del genere, e anch'io ho avuto in cura un paziente di questo tipo. Ebbene, quando a quest'uomo furono tolte le bende, egli raccontò di vedere un turbinio di colori, forme e linee da cui proveniva una voce. E si rese conto che quel caos di colori e movimento doveva essere un viso. Tuttavia, non lo riconobbe come tale. Per inciso, il paziente di Gregory non era in grado di riconoscere i volti neppure un anno dopo aver riacquistato la vista. Il mio paziente non solo ha difficoltà a riconoscere particolari oggetti: per esempio, confondeva il suo cane con il gatto, con loro grande fastidio, e la prima volta che lo vidi, teneva il gatto in grembo e lo guardava torvo mentre lo accarezzava: stava tentando di mettere in correlazione il gatto, cioè, stava mettendo insieme gli stimoli visivi potenzialmente privi di senso con l'immagine tattile che era invece piena di significato, ma in un certo senso, per quanto riguarda la sua capacità visiva, quest'uomo talvolta non riconosce neanche gli oggetti per quel che sono. Quando entra in una drogheria riesce a identificare molte cose attraverso i colori delle etichette, ma può capitare che non si renda assolutamente conto se si tratta di bottiglie oppure di scatole. Ha dovuto reimparare la categoria degli oggetti, e imparare la categoria degli oggetti e le loro relazioni è forse la prima cosa che la categorizzazione percettiva deve fare.

DOMANDA: Questi pazienti, considerata l'età, possono ancora imparare a vedere o è troppo tardi?

Non c'è dubbio che l'uomo in questione sta imparando, ma per lui l'apprendimento è difficile, non è né automatico né rapido e fa ancora degli errori molto strani; a volte il mero sforzo che questo comporta diventa insopportabile e allora chiude gli occhi oppure spegne la luce. Sua moglie dice che ricade nei suoi comportamenti da cieco. Ma il suo cervello si trova ad avere a che fare con un input nuovo, con qualcosa che è assolutamente senza senso. Quest'uomo si è costruito un'immagine abbastanza intellegibile del mondo senza la vista, ed ecco che sopraggiunge la vista: è inopportuna, estranea e priva di senso. Non so cosa accadrà: purtroppo la casistica riguardo i pazienti di questo tipo è piuttosto scoraggiante. Questa situazione li rende molto depressi e delusi e anche peggio... Il paziente di Gregory fu spinto a darsi la morte e prima di farlo, mentre si trovava in queste condizioni, disse: "Il dono, il dono della vista, il dono è diventato una maledizione". Dall'essere un abilissimo meccanico cieco sicuro di sé si ritrovò trasformato in un maldestro e agnosico vedente, la cui vista però era imperfetta: e ciò ebbe su di lui un effetto assai distruttivo. Nell'infanzia questa categorizzazione, questa correlazione, sono sempre automatiche e facili, automatiche al punto che l'enorme portata dello sforzo che queste operazioni comportano a livello neurologico e psichico può passare forse inosservata; ce ne rendiamo conto soltanto quando vediamo un paziente come questo. E, infatti, questo è il vero motivo per cui, diciamo, i neurologi possono avere qualcosa da dire in proposito, perché si trovano ad avere a che fare con pazienti in cui un meccanismo si è guastato: o un dato sviluppo non ha avuto luogo oppure una funzione è stata sconnessa, e soltanto allora si vede l'enorme complessità e difficoltà del processo. In condizioni normali e di salute tutto è semplicissimo, non ci si rende conto dell'enorme portata dello sforzo... Ebbene, Edelman descrive l'enorme portata del compito che il sistema nervoso nell'individuo deve svolgere per formare il mondo. L'iniziale riconoscimento degli oggetti e della loro disposizione è un compito difficilissimo per un robot, o per un computer, che ha sì un'intelligenza, una potenza, capace di eseguire un miliardo o mille miliardi di operazioni al second, ma non riesce ad attraversare una stanza. D'altra parte, il sistema nervoso animale pensa in termini di millisecondi e non di femtosecondi, vale a dire da dieci a nove ordini di grandezza più lentamente, ma, ciononostante, lo fa in modo molto diverso e impara molto velocemente a superare gli ostacoli e a farsi strada nel mondo. Non c'è nulla di più sconcertante, di più straordinario che vedere l'immensa difficoltà di un robot che cerca di attraversare una stanza.

Tratto dall'intervista "Neurologia e teorie della mente" - U.S.A., New York, abitazione Sacks, venerdì 5 giugno 1992

 


Biografia di Oliver Sacks

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