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Aforismi

Vincenzo Vitiello

Esiste una logica nella storia?

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Qui dobbiamo dire, senza aver troppa passione per Spengler, ma proprio per esser giusti, che con Spengler ritorna, e questo sin dalle prime pagine di quest'opera per molti versi straordinaria che è "Il tramonto dell'Occidente", la domanda fondamentale che lo storico pensante deve porsi: La storia ha una sua logica? Esiste una logica della storia, una logica per cui al di là della superficie dei fatti storici è possibile instaurare dei collegamenti e, continua Spengler, fare anche delle previsioni? Questa domanda è a mio avviso di grande rilievo, di grande importanza filosofica, e aggiungo che è un elemento negativo del nostro tempo il fatto che questa domanda perlopiù non viene neppure compresa. Weber, che è stato sufficientemente critico nei confronti di Spengler, afferma che nell'infinito caos dell'evoluzione del cosmo il mondo della cultura è soltanto un piccolo segmento, e di questo piccolo segmento non possiamo costruire un senso globale e non lo possiamo costruire perché noi stiamo dentro questo piccolo segmento. Prima di Weber, Dilthey aveva sostenuto che non è possibile parlare di un fine della storia, così come aveva parlato Hegel, perché i fini della storia sono molteplici. Ecco, l'affermazione di Spengler, quella che apre "Il tramonto dell'Occidente", un'affermazione presentata in forma di domanda, "Esiste una logica della storia?", bene questa affermazione mi permette di dire che è all'origine della stessa riflessione storica, nel senso che la domanda sulla storia, la domanda della filosofia della storia, e quindi la domanda hegeliana se c'è un senso, se c'è un fine della storia, è una domanda antica, che è all'origine della nostra stessa civiltà, è la domanda di Giobbe intorno al male del mondo. Se davanti allo spettacolo della storia noi ci fermiamo come davanti ad uno spettacolo di rovine, davanti a quello spettacolo di rovine per cui anche imperi millenari come Palmira, Cartagine, Roma, vengono a cadere, qual'è il senso, non solo della storia universale, ma anche del nostro agire? Perché noi agiamo per difendere certi valori anziché altri? Qual'è il senso stesso della parola "valore", se dobbiamo, con Weber, affermare che vi è un politeismo di valori? Qual'è il senso della nostra vita? E' chiaro che questa domanda può avere molteplici risposte, ma quale che sia la risposta, il problema per noi oggi è di recuperare il senso di questa domanda; e mi sembra che oggi abbiamo perduto anche, per molti versi, la capacità di sentire, di vivere il senso di questa domanda, se cioè la storia abbia una logica o tutto accade a caso.

 

Tratto dall’intervista Spengler Napoli. Vivarium, 23/09/94


Biografia di Vincenzo Vitiello

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