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Aforismi

Remo Bodei

Il brutto e l'arte contemporanea

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DOMANDA
Tutta l'arte contemporanea, (da Picasso a Bacon, da Schönberg a Cage, da Beckett a Jonesco) rovesciando i canoni tradizionali del bello, produce opere d'arte in cui dominano, potremmo dire, lo stridore dei colori, la deformazione delle figure, le dissonanze, le frasi assurde. Allora cosa significa tutto questo, che il brutto è diventato nell'arte contemporanea la vera bellezza?

BODEI
Significa proprio questo, perché, siccome il bello non problematico, cellofanato, si è trasformato in kitsch, cioè in qualche cosa che non produce più nessuna emozione estetica, perché semplicemente asseconda, liscia tutti pregiudizi e tutte le forme percettive ormai consunte - complice fra l'altro, indirettamente, anche la fotografia, ritenuta per esempio, rispetto alla pittura, riproduzione pura e semplice della realtà; noi sappiamo che questo non è vero, nemmeno per la fotografia, ma comunque si credeva -, ecco, in questa situazione allora l'arte reagisce sperimentando qualche cosa che va al di là delle forme "fruste", come si chiamano, delle forme consumate, e quindi introduce, ad esempio in musica, in forma massiccia quelle dissonanze che già Mozart, per esempio, aveva sperimentato, o l'ultimo Beethoven. E le introduce per far sentire il dolore del mondo, una specie di pianto, che invece l'arte ufficiale, in genere sotto la grande ala dello Stato, cerca di eliminare in forma trionfalistica. Tutta l'arte veristica, l'arte dei trattori o delle colonne, del realismo più o meno socialista, per esempio quella sostenuta dal Lukacs, viene combattuta sia dalle avanguardie letterarie, sia in teoria, ad esempio,da posizioni come quelle dei filosofi della Scuola di Francoforte. In generale si pensa che nel cosiddetto mondo amministrato, regolamentato, tutto ciò che è in un certo senso armonico sia falso e che quindi l'arte deve recuperare tutto ciò che è stato condannato dalla società come brutto e messo da parte. In questo recupero avviene una presa di coscienza, perché noi, attraverso questi elementi che riusciamo a strappare alla condanna sociale riusciamo a recepire che cosa sono i pericoli per questa società, cosa teme questa società, di modo che le figure di Picasso, tutte contorte, hanno un valore di denuncia artistica, non soltanto sociale, che può essere espressa da un aneddoto che ha raccontato Picasso stesso: durante l'occupazione di Parigi venne un ufficiale tedesco nel suo studio e per prenderlo in giro, mostrando il quadro "Guernica", che rappresenta, come sappiamo, un bombardamento dei Tedeschi su questa città basca durante la guerra civile spagnola, disse: "Chi è che l'ha fatto questo orrore, l'avete fatto Voi?". E Picasso risponde: "No, l'avete fatto voi", cioè voi Tedeschi, cioè voi nazisti che volete appunto stravolgere la realtà. Se invece di rappresentare fiorellini, rondini, si rappresenta l'orrore, questo orrore ha un valore di carattere catartico e pedagogico, cioè ci fa capire come è fatto il mondo e nello stesso tempo ci addita una dimensione utopica di come potrebbe essere il mondo diversamente.


Biografia di Remo Bodei

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