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Gianfranco Bettetini

Comunicazione e comunicazione di massa

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Per comunicazione possiamo intendere uno scambio di sapere, di emozioni tra due persone, o tra gruppi di persone, tra una persona e un gruppo, e così di seguito, che abbia almeno due caratteristiche, cioè la parità di ruolo tra chi trasmette e chi riceve, quindi la possibilità per chi riceve di trasmettere a sua volta e la possibilità per chi trasmette di ricevere a sua volta, parità di ruolo quindi - tant'è vero che l'esempio più lampante di vera comunicazione è la conversazione interpersonale, faccia a faccia, in cui le due persone hanno lo stesso ruolo comunicativo, possono interrompersi, correggersi, chiedere informazioni su quanto è stato detto, eccetera - e, seconda caratteristica, la partecipazione a questo scambio comunicativo. Quindi non è comunicazione, per esempio, un semplice passaggio di dati: quella è informazione.
Perché molti studiosi, appunto in rapporto alla definizione che abbiamo dato prima di comunicazione, non ritengono le cosiddette comunicazioni di massa come fatti comunicativi. Perché? Perché le comunicazioni di massa implicano innanzitutto l'emissione da un centro ad una massa, appunto, ad un numero notevole di recettori. Questa comunicazione può avvenire o attraverso l'etere, come nella televisione, lungo il cavo, come sempre nella televisione, oppure attraverso copie di giornali, copie di libri, copie di dischi, e così di seguito. Quindi prima istanza: un centro di emissione e molti recettori. Seconda istanza: questi recettori non hanno la possibilità di rispondere - ecco la differenza rispetto alla definizione di comunicazione che davamo prima - sullo stesso canale in tempo reale, cioè nello stesso tempo in cui avviene la trasmissione, e con lo stesso potere di chi trasmette. Tant'è vero che si dice che le comunicazioni di massa tradizionali, le comunicazioni di massa in genere, "mono o unidirezionali", vanno in una direzione sola. Al proposito potremmo citare che uno degli eventi più significativi della produzione televisiva, per esempio - ma poi questo elemento è stato ripreso anche dagli altri media di questi ultimi anni -, è stato il tentativo di avvicinare l'emissione a una direzione sola, monodirezionale, a un rapporto colloquiale quasi. Tentativo fasullo, tentativo più di apparenza che altro, che consiste, per esempio, nel ricorso al telefono nella partecipazione da casa a certi giochi, certi giochi che l'emittente trasmette, oltre naturalmente alla vecchia situazione delle cosiddette "lettere al direttore", delle smentite e così di seguito, che però lasciano spesso il tempo che trovano e il manico del coltello è sempre dalla parte della emittente, anche se debbo dire per esperienza - siccome io ho lavorato molto in questo campo, oltre che a livello teorico anche a livello pratico - che quando arrivano molte lettere a un direttore o a una redazione e si capisce che queste lettere non sono coordinate da un gruppo particolare, quando arrivano molte lettere, elogiative o negative e così di seguito, la redazione sicuramente ne tiene conto.

Biografia di Gianfranco Bettetini

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