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Edgar Morin

Razionalità complessa

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                        Che vuol dire vivere in modo saggio? E' una vita che consiste nell'economizzare i propri sforzi, nell'evitare ogni rischio di farsi schiacciare, nell'astenersi dal circolare, dal viaggiare, che consiste nel mangiare solo alimenti dietetici, nel non bere vino, nel non commettere eccessi. Ma è saggezza, questa? O non è piuttosto una forma di vita delirante, in cui non c'è più vita? E la vita folle è veramente folle? Consumare la vita è veramente delirio o è semplicemente vivere la propria vita? Nessuno può dire qual è   il confine tra saggezza e follia e del resto - benché non sia questa la sede per approfondire il tema - dal momento che pensiamo la natura umana sotto un doppio aspetto contraddittorio e complementare, possiamo situare la razionalità nella dialogica che ne scaturisce. Ha detto Castoriadis: "L'uomo è un animale folle, la cui follia ha creato la ragione". Ciò vuol dire che noi possiamo, nonostante tutto, razionalmente, prendere coscienza di quella follia e riconoscere i limiti della ragione. Alla nostra razionalità è riservato un avvenire, a patto che essa riconosca la follia e non soltanto, ma anche che c'è comunque qualcosa di non razionalizzabile. Perché in effetti ci sono cose a-razionali. Non direi irrazionali, ma a-razionali. Perché c'è dell'essere piuttosto che del non-essere? L'essere è a-razionale: non è contrario alla ragione, ma non è nemmeno ad essa conforme. Ci sono molte cose irrazionali e ci sono cose a-razionali. Nella ragione stessa ci sono gli assiomi e i postulati di ogni sistema di idee che non possono essere provati, che sono indimostrabili. C'è nella ragione stessa qualcosa di non razionalizzabile - che non può essere ridotto in termini logici -. I principi della spiegazione non sono spiegabili razionalmente. Io credo che questa sia  la conseguenza di una delle grandi scoperte del pensiero contemporaneo, nelle scienze come nella filosofia:  la scoperta dell'assenza di un fondamento ultimo di certezza, la crisi del fondamento,. Sappiamo e comprendiamo che ogni nostro pensiero è determinato da paradigmi, da strutture a priori che non dipendono da nessuna verifica sperimentale o empirica, necessarie per strutturare il nostro pensiero. Arriviamo così all'idea di razionalità complessa. Razionalità complessa vuol dire che la complessità è dapprima in questa dialogica del logico e dell'empirico, che deve continuare senza accordare la preminenza a nessuno dei due. La complessità è nel principio di incertezza e di ambivalenza che troviamo anche tra razionalità e razionalizzazione. La complessità è nel principio di apertura, e, direi, di dialogo, perché in fin dei conti il bello in questa avventura della razionalità è arrivare alle frontiere di ciò che è razionalizzabile, fino a ciò che non può essere razionalizzato, per tentar di sondare il mistero dell'essere.

Qu'est-ce que c'est qu'une vie sage ? Est-ce que c'est une vie qui consiste à économiser ses efforts, à éviter tout risque de se faire écraser, donc d'éviter de circuler, de voyager, qui consiste à manger une nourriture essentiellement diététique, à ne pas boire de vin, à ne pas faire d'excès, est-ce que c'est ça la sagesse ou n'est-ce pas une forme délirante de vie, parce-que il n'y a plus de vie ! Mais la vie folle est-elle vraiment folle ? Est-ce que consumer sa vie est-ce vraiment un délire ou est-ce que c'est vivre sa vie ? Personne ne peut dire où est la frontière entre la sagesse et la folie dans la vie, et du reste -bon, je n'ai pas à approfondir ceci- dès que nous pensons à la nature humaine justement sous ce double aspect contradictoire et complémentaire, nous pouvons à ce moment-là situer la rationalité dans cette dialogique. Castoriadis dit :"l'homm entre le rationnel et le réel ae c'est un animal fou, dont la folie a créé la raison". Mais alors cela veut dire que nous pouvons quand même, rationnellement, prendre conscience de cette folie et connaître les limites de notre raison. Il y a un avenir à notre rationalité, à condition qu'elle reconnaisse la folie ou, pas seulement la folie, mais ce qui est irrationalisable et effectivement dans le monde, il y a des choses qui sont irrationnelles. Elles ne sont pas irrationnelles, elles sont arrationnelles. Pourquoi il y a de l'être plutôt que du non-être ? L'être est arrationnel, il n'est pas contraire à la raison, mais il n'est pas non plus conforme à la raison. Il y a beaucoup de choses irrationnelles, d'autres arrationnelles, des choses irrationnelles... et je dirai que dans la raison elle-même, il y a les axiomes et les postulats de tout système d'idée ne peuvent pas être prouvés, ils sont indémontrables. Il y a quelque chose dans la raison même de non rationnalisable, qui ne peut pas être entièrement logifié, c'est les sources ; les principes d'explication, sont eux-mêmes inexplicables rationnellement. Donc nous avons ceci qui du reste est la conséquence d'une des grandes découvertes, je pense, de la pensée contemporaine, aussi bien dans les sciences que dans la philosophie, qui est celle de la crise des fondements ou plutôt de l'absence de fondements absolus de certitudes. Nous avons et nous comprenons que toute notre pensée est déterminée par des paradigmes, c'est-à-dire par des structures qui a priori ne relèvent d'aucune vérification expérimentale ou empirique et qui sont nécessaires pour structurer notre pensée et en quelque sorte nous arrivons à l'idée de rationalité complète. Rationalité complexe, c'est-à-dire la complexité est d'abord dans cette dialogique empirique logique, qui doit continuer et sans donner la prédominance à l'empirique ou au logique. La complexité elle est dans le principe d'incertitude et d'ambivalence que nous devons même lire entre rationalité et rationalisation. La complexité est dans ce principe d'ouverture et, je dirai, de dialogue, puisque finalement la beauté de l'aventure de la rationalité est d'arriver aux frontières de ce qui est rationnalisable, d'arriver aux frontières de ce qui ne peut pas être rationalisé, c'est d'arriver de sonder les mystères de l'être.

Tratto dall'intervista "Razionalità e complessità" , Napoli 1991


Biografia di Edgar Morin

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