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Carl Gustav Hempel

La metafisica e il circolo di Vienna

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Il Circolo di Vienna era formato da un gruppo di pensatori, alcuni dei quali non avevano una formazione filosofica; tutti i membri del Circolo, però, condividevano certe convinzioni filosofiche di base, nonostante ci fossero divergenze d'opinione su questioni di minore importanza. In ogni caso, un atteggiamento condiviso era l'insoddisfazione circa il fatto che la filosofia non era riuscita, nel corso del suo sviluppo, a realizzare progressi nella trattazione di alcuni problemi, tradizionalmente considerati assolutamente fondamentali in filosofia, specie dei problemi metafisici. Problemi questi che si trascinavano da lunghissimo tempo senza che si potessero constatare dei progressi nella loro impostazione e soluzione. I membri del Circolo posero a confronto questo stato di cose in filosofia con la situazione tipica del lavoro scientifico, in cui il progresso si poteva vedere con tutta evidenza. Qui, nel campo scientifico, i problemi vengono affrontati e risolti, ed emergono nuovi problemi che, a loro volta, vengono risolti, e così via. Questo era il quadro generale del pensiero dei membri del Circolo di Vienna. Ora, dunque: che cosa si poteva fare per mutare la situazione di stallo in cui versava la filosofia? Questa fu la domanda che i Circolisti si posero. Ebbene, la loro idea di fondo fu che noi dobbiamo esaminare con attenzione il modo in cui i problemi metafisici vengono formulati, e dobbiamo inoltre analizzare se tali problemi siano effettivamente dei problemi autentici. Nella scienza empirica abbiamo la possibilità di effettuare controlli rigorosi per mezzo di opportuni esperimenti ed osservazioni, in grado di darci indicazioni sulla validità o meno delle teorie scientifiche. E risultò, soprattutto nel primo periodo del Circolo di Vienna, che questo non era possibile, e si affermò pertanto che le dottrine metafisiche erano prive di qualsiasi contenuto empirico. Prive di significato empirico, le teorie metafisiche vennero considerate dei nonsensi. E alcuni membri del gruppo, a dire il vero agli inizi della storia del gruppo, le vedevano come nonsensi letterali. Una siffatta concezione, però, venne mutata. E si disse che quello della metafisica era un uso non-descrittivo del linguaggio. I problemi sono solo i problemi scientifici, e quelli metafisici non sono problemi scientifici e quindi non possono venire risolti. Essi piuttosto possono unicamente venire dissolti attraverso quello che Carnap chiamò il "superamento" della metafisica attraverso l'analisi logica del linguaggio.

This was a group of thinkers, some not originally trained as philosophers who shared certain basic philosophical convictions; they were in disagreement about a number of details and one of the shared convictions was a great uneasiness about the realisation that philosophy had been unable to make any significant progress in its struggle with certain problems which were considered as quite fundamental in philosophy, especially metaphysical problems. They seem to be going over again and again and again and there was no sense of progress in contrast to, let us say, work in sciance, in which quite clearly progress was made, problems were solved and further problems were solved too, that was for general picture. And what can we do in order to rectify the situation in philosophy? Well, the basic idea was that we must look closely at the way in which metaphysical problems are formulated and must see whether they constitute a genuine problem at all. In the empirical science, we have the possibility of a careful test by suitable experiments and observations, and they can give indications as to the soundness of these ideas. Is it possible, we have to ask also, to test the statements of metaphysics and it turned out, especially in views of the early Vienna Circle, that this was not possible and therefore that metaphysical doctorats were indeed devoid of any empirical content. They were empirically meaningless, that has been nonsense although some members of the group, very early in the history of the group, would refer to this as literally nonsense. That view was changed, it was said this is a non-descriptive use of language but anyway the problems are thought scientific problems and they must be treated as such and they cannot be solved.They can only be dissolved by what Carnap called the "resolution" of,the "overcoming" of problems, of philosophical problems by logicalanalysis of language.

 

Tratto dall'intervista Il circolo di Vienna, Bologna 11 ottobre 1989


Biografia di Carl Gustav Hempel

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