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Aforismi

Vittorio Hösle

La decadenza totale

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La maggior parte dei filosofi attuali non vedono compiti pratici, compiti di chiarificazione, di sviluppo di nuove mete per la filosofia, perché si sono dati a un relativismo che si basa sulla considerazione che la filosofia non può conoscere nessuna verità, e basandosi su questa cnsiderazione, il loro filosofare si riduce spesso ad una autocompassione, a una riflessione vacua sulla propria finitezza che viene stilizzata a tragedia del mondo moderno, eccetera. Perciò credo sia sorprendente se io insisto sul fatto che una vera e profonda conoscenza del mondo può, non venir raggiunta solo dalla filosofia, ma può essere raggiunta solo sulla base di determinate convenzioni filosofiche; lo stesso vale e per i valori etico-politici e per i valori estetici. Se la filosofia si abbandona al disprezzo dell'idea della verità raggiungibile dall'uomo, evidentemente anche la scienza non può avere la motivazione di scoprire dei fondamenti della realtà, e anche il vivere degli uomini insieme, che non è possibile se non su una base di riconoscimento universale di alcuni valori che non sono solamente storici, solamente collettivi, solamente individuali, non può più riuscire. Credo che non sia un caso, questo almeno ho cercato di dimostrare nel mio libro "Verità e storia", che nelle epoche dello scetticismo, del relativismo, del pluralismo sfrenato, da un punto di vista filosofico, c'è la decadenza totale di una cultura, c'è un crollo dell'eticità che congiunge una comunità, c'è un crollo di criteri fondamentali. Ora, è vero che il progresso nella storia è sempre possibile solo attraverso la critica, perciò il relativismo, lo scetticismo hanno una funzione ben necessaria nello sviluppo della storia, ma credo che il problema del nostro tempo sia che vivamo in un tempo di decomposizione culturale accelerata, di una distruzione non solo di istituzioni che davanti alla critica, al tribunale della "ragion pura", non possono essere giustificati, ma abbiamo anche una decomposizione di quei criteri che possono permettere alla nostra critica di avere pretese di validità. Questa nostra distruzione di ogni metro, di ogni criterio di argomentazione valida, credo che sia non un contributo allo sviluppo di un'ulteriore libertà dell'umanità, ma un contributo al caos, all'anarchia e alla distruzione della vera libertà dell'uomo, che è libertà solo se è una libertà, per usare il termine kantiano, "autonoma", cioè che segue delle leggi date dalla ragione stessa, mentre vediamo una eteronomia totale, cioè una dipendenza da esigenze indotte da certi interessi sociali, una dipendenza dall'opinione di altri, una mancanza di essere centrati in se stessi che è propria della cultura europea attuale. E' una cultura che non ha un fondamento e una struttura forte in se stessa, ma si abbandona a quello che è moda, che naturalmente dopo pochi mesi o al massimo anni, è superato e che non riesce a sviluppare una continuità. Io credo che nel famoso saggio su "La sollevazione delle masse", si dica molto giustamente che problema centrale dell'Europa è che l'Europa, dall'Ottocento in poi, non crede più a dei valori e c'è solo un ragionare vacuo, senza nessun criterio.

Biografia di Vittorio Hösle

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