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Aforismi

Louis Althusser

Il mio percorso intellettuale

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Sono nato in Algeria. Mia madre era figlia di un piccolo contadino povero del Morvan, nel centro della Francia, che aveva scelto di andare in Algeria come garde forestier, "guardia forestale". Mio padre era figlio di un alsaziano, che aveva scelto la Francia nel '71. Il governo francese li ha deportati tutti in Algeria, così mio padre e mia madre si sono conosciuti lì.

INTERVISTATORE: Qual è stato il tuo percorso intellettuale e culturale?

Il mio percorso intellettuale? E' passato fra due uomini, uno dei quali si chiama Jean Guitton, un uomo molto colto, che è stato amico di Papa Giovanni XXIII.

INTERVISTATORE: Un cattolico?

Sì, un cattolico, un filosofo cattolico, amico di Paolo VI, amico intimo di Paolo VI, che mi ha insegnato a fare una dissertation, a scrivere, come si dice: fare una dissertation. Un tema di scuola. Sono stato formato così.

INTERVISTATORE: E come sei diventato comunista?

Sono diventato comunista perché sono stato cattolico. Non ho cambiato fede, ma ho trovato che,  se ciò si può dire,  sono rimasto un cristiano nel fondo delle mie convinzioni. Non vado in chiesa, ma cosa c'entra! Adesso la Chiesa non chiede più alla gente di andare in  chiesa! Sono rimasto cattolico, cioè universalista e internazionalista: ho pensato che nel partito comunista c'erano i mezzi più adeguati per la realizzazione della fraternità universale. E poi c'è stata l'influenza di mia moglie, che aveva fatto una resistenza terribile e che mi aveva insegnato molte, molte cose. Le donne non si rendono conto di quali capacità dispongono? E che possibilità hanno di fare politica!

INTERVISTATORE: Che differenza c'è tra il rispetto e l'amore?

Una grande differenza, perché la Chiesa, Gesù Cristo ha ordinato: tu devi amare il tuo prossimo. Gesù dà un ordine: l'amore diventa un ordine, l'ordine che coinvolge l'altro. Tu devi amare il tuo prossimo.

INTERVISTATORE: ...il prossimo tuo come te stesso.

Sì , come te stesso, ed è un ordine. E io non voglio nessun ordine. Salvo l'unico ordine, che non è un ordine, che è quello di  rispettare l'altro; quest'ultima cosa, il rispetto, tanto per fare un esempio,  tra me e te, è una cosa che può essere anche tua. Se tu dici: io devo amare l'altro, l'altro resta   coinvolto nel tuo amore, non ne può scappare, capisci, perché forse se ne frega del tuo amore, e cosa può farci? E tu insisti: io ti devo amare! Io ti devo amare, perché Cristo e la Chiesa me lo chiedono! Allora cosa fai? Te ne vai via, alla fine. E invece, se hai rispetto dell'altro, allora veramente lo lasci fare ciò che vuole. Se lui ti vuole amare, va bene, se lui non ti vuole amare, va bene; se tu l'ami ti senti di spiegare a quell'altro che l'ami, se non l'ami, ebbene, fai ciò che vuoi!

INTERVISTATORE: Qual è il tuo metodo di lavoro e di studio?

Tento di fare ciò che mi sembra la cosa più importante di tutte le cose, direi la parola d'ordine numero uno: cambiare di pensiero. Cambiare il modo di pensare e poi, in seguito, cambiare il modo di agire, vuol dire cambiare il modo di organizzare, di mobilitare, di far capire le cose, di far agire la gente, di organizzare l'azione, sindacale, politica, ecc. ecc.

INTERVISTATORE: Questo vuol dire anche cambiare il modo di fare politica. Che cos'è la politica?

La politica? Che cos'è la politica? E' agire per la libertà e l'uguaglianza.

INTERVISTATORE: Che vuol dire saper fare politica, per esempio?

Vuol dire essere coscienti del rapporto reale che esiste fra gli uomini che hanno delle idee sulla politica e gli altri.

Tratto dall'intervista "La crisi del marxismo" - Roma, esterno giorno, giovedì 3 aprile 1980


Biografia di Louis Althusser

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

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