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Aforismi

Francesco Adorno

Gorgia, la seduzione della parola

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DOMANDA: Professor Adorno, ci può parlare della figura del sofista Gorgia? Egli ci appare anche come un grande tecnico della parola: basti pensare al suo famoso Elogio di Elena.

Gorgia di mestiere faceva l'uomo politico e l'avvocato. L'avvocato deve possedere le tecniche della retorica. C'è un testo molto bello di Platone, nel Gorgia - dove Platone cerca di ricostruire la figura di questo sofista - in cui lo stesso Gorgia sostiene che "la retorica è neutra". E' neutra, perchè con la retorica non si coglie niente; la retorica è movimento degli affetti, a seconda delle situazioni, conoscendo i caratteri degli uomini che uno riesce con una piccola parola a muovere. Ognuno di noi è un complesso di tante persone: uno, nessuno, tante e a seconda di come la muovo riesco a farle fare una cosa piuttosto che un'altra. Ma non in un senso ingannevole, nel senso che questo è il mondo degli uomini. E loro in questo senso erano difensori, erano politici, abili tecnici della politica.

Gorgia lo dice una volta: "Io vado a Tebe mi trovo di fronte a delle persone a cui devo far fare la guerra; non uso certo il discorso che dovrei fare se fossero degli ateniesi". Se sono degli ateniesi hanno un'altra storia, un'altra cultura, un'altra problematica, quindi userei tutta un'altra tecnica per poterli mandare a far la guerra. Il mondo degli uomini si fa con le parole, con le tecniche delle parole.

Gorgia propone tre possibilità e sono molto importanti perché Gorgia con molta chiarezza per la prima volta fa una specie di storia del pensiero antico. L'Elogio di Elena comincia così: i casi sono questi o tutto deriva dagli dei? E se tutto deriva dagli dei, Elena poveretta che colpa ne ha? Cioè gli dei hanno detto loro quello che vogliono, gli dei hanno in mano il tutto e quindi tutto è dovuto agli dei.

Ammettiamo che invece degli dei ci sia la necessità, la ragion d'essere del tutto, quello che noi chiamiamo la metafisica, un ordine dove tutto è scandito necessariamente. Se fosse vero che tutta la struttura della realtà è impacchettata in modo che ogni momento sia in risposta all'altro, necessariamente - come in un grande teorema di matematica, in un tutt'uno ordinato - allora dovremmo dire: "Povera Elena è nata in quel punto lì, nell'ordine del tutto, e rispecchia la necessità del tutto". Quindi Elena, anche in questo caso non avrebbe nessuna colpa.

Terzo punto, importantissimo: ammettiamo - dice lui - che invece Elena sia stata sedotta da Paride Alessandro, e sedotta proprio nel vero senso della parola sedutum: "portata a sé" da Paride. Mediante che cosa? Mediante la parola.

"Se invece fu la parola a persuadere e ingannare la mente, neppure sotto questo rispetto è difficile scusarla e scioglierla dall'accusa. Nel modo seguente la parola è un potente signore che, pur dotato di corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine . Essa può far cessare il timore, togliere il dolore, dare una gioia, accrescere la compassione. Chi la ascolta è invaso da un brivido, dal terrore, da una compassione che strappa le lacrime e da una struggente brama di dolore Il fascino divino che suscita la parola è anche generatore di piacere e può liberare dal dolore. La forza dell'incantesimo, accompagnandosi all'opinione dell'anima, la seduce, persuade e trasforma per mezzo del suo incanto."

Tratto dall'intervista "I sofisti" - Firenze, la Colombaria, Venerdì 6 marzo 1987

 


Biografia di Francesco Adorno

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