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Aforismi

Stefano Rodotà

Le tecnologie della riproduzione

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Credo che, alle scelte procreative non possa essere sostituita nessuna imposizione dall'alto. Questa del voler stabilire chi può procreare e in quali condizioni è un carattere classico dei regimi totalitari. In questo momento la vicenda inquietante della Cina che vuole stabilire chi può procreare e in quale misura può procreare è in questo senso indicativa. Si dice: ma qui le scelte incidono su un terzo, sulla persona che dovrà nascere. Dobbiamo o no consentire, per esempio, che una donna sola possa accederre alle tecnologie della riproduzione, perché in questo modo farà nascere una persona priva della figura paterna, priva della doppia figura genitoriale. Questo è un problema che però nelle nostre organizzazioni sociali è solo enfatizzato da queste tecnologie, perché è un problema che già esiste, perché cresce il numero di casi in cui donne sole decidono di avere un figlio e di ritenerlo per via naturale, e di tenerlo come proprio. Cresce, e lo vediamo dai censimenti, il numero delle famiglie monoparentali. Quindi non credo che questa sia una questione che possa essere risolta con il proibizionismo nei confronti delle donne sole, che poi diventa ancora più difficile da sostenere come affermazione di principio, quando la donna sola è sterile. Se noi consideriamo le tecnolgie della riproduzione come terapia della sterilità, come molti casi e molte leggi e molti studiosi fanno, allora noi ci troveremo di fronte a una grave discriminazione della donna sola, perché, se questa è una malattia, allora alla donna sola viene negata una terapia e devo dire, temo che ci sarebbe una violazione, anzi sono convinto, di un diritto costituzionale, il diritto alla salute. Se questa è una malattia io ho diritto a questa forma particolarissima di terapia della sterilità, che è il ricorso alle tecnologie della riproduzione, perché la donna sola non sterile, attraverso la scelta di un compagno può riprodursi, può avere questo risultato straordinario: un figlio. Questo desiderio del figlio non è, non è il prodotto del consumismo procreativo. Io cito sempre la Bibbia: il rapporto tra Abramo, Sara, la divinità, quando Sara sterile si rivolge ad Abramo, le parole del libro del Genesi: "Abbi rapporti con la nostra serva, forse avrò un figlio da lei". Sara sente che il figlio che nascerà sarà suo figlio. Questo desiderio di maternità realizzato attraverso una maternità di sostituzione. Quindi oggi siamo certamente di fronte a molti rischi: la medicalizzazione della riproduzione, il consumismo procreativo, l'oscurità degli effetti di queste tecniche, che ancora non abbiamo studiato e non possiamo studiare in tutte le loro conseguenze profonde sulla psiche delle persone, ma non siamo di fronte a problemi nuovissimi. Credo quindi che qui sia necessario un dibattito di società, un quadro di certezze. La donna deve essere informata, la donna deve poter rivolgersi a strutture sanitarie che diano il massimo di garanzie, non essere surrettiziamente oggetto di sprimentazione clinica, ma deve poter esecitare il suo diritto.


Biografia di Stefano Rodotà

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