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Lenin diceva che tra gli anarchici e i marxisti vi erano nove decimi di identità e un solo decimo di differenza. Il fatto è che i comunisti volevano l'estinzione dello Stato e gli anarchici il suo abbattimento immediato, sei d'accordo? Althusser: Sì, su tutto. Cioè io sono anarchista, sociale, mentre non sono comunista, perché l'anarchismo sociale è al di là del comunismo. Perché si è spezzata questa unione culturale, fra l'anarchismo e il comunismo che pure esisteva alla fine del XIX secolo? Althusser: Oh, sì, è una storia molto drammatica, sono i rapporti tra Marx e Bakunin, è la storia in cui la personalità di Marx, la personalità negativa di Marx ha giocato un ruolo prepotente: è una storia terribile. Secondo te è rimasto qualcosa di questo spirito anarchico nei movimenti comunisti? Althusser: Ah, sì meno male, meno male che siamo, non tutti, ma che siamo anarchisti, meno male, perché l'anarchismo è la verità, dico l'anarchismo sociale, non l'egoismo. Ma non pensi che ci sia stata una diminuizione di interessi verso queste forme di libertà all'interno del movimento comunista? Cioè in qualche modo c'è stata una diminuizione di interesse proprio verso questi valori? Althusser: Sì, naturalmente, a partire, partendo dal fatto che
nell'Internazionale '64, no, dopo 1964 c'è stata una grande battaglia contro
gli anarchisti, guadagnata da Marx e dai suoi amici in condizioni veramente
terribili, terribili; voglio dire che Marx ha trattato gli anarchisti in un modo
impossibile, ingiusto. Allora, questo ti dà un risentimento di massa che tu non
puoi riassorbire, così da un giorno all'altro. Ci sono delle cose che durano
nella testa. Quando tu sei stato trattato male da un altro, devi essere il
Cristo per perdonare, tu puoi perdonare per te stesso, non puoi perdonare per
gli altri, capisci. Quando tu fai violenza alla gente così, quando non hai il
rispetto della gente così come ha fatto Marx con Bakunin, Bakunin era un po'
pazzo, ma cosa c'entra? Dei pazzi ne abbiamo un sacco, anch'io sono pazzo! A proposito di questa analisi della realtà, che valore attribuisci a certi sintomi, come la rinascita del liberismo oppure la sfiducia dei partiti all'interno della democrazia rappresentativa così come c'è in Italia o in Francia? Althusser: Gli attribuisco un ruolo piuttosto positivo, però molto pericoloso, perché può finire nel qualunquismo. Ma questa resistenza ai partiti, alla politica fatta dai partiti può essere concepita e anche pensata come modo di resistenza a una pratica politica che è nella merda, che è merda, capisci. E in questo senso, questo movimento di cui tu parli ha un senso positivo, molto positivo. Tu dici che può spingere anche verso forme di democrazia più sostanziale? Althusser: Naturalmente, naturalmente, quando ti parlo, quando ti ho detto che ero anarchista, sociale, anarchico sociale, questo movimento va in questo senso; tutto ciò che sviluppa l'anarchismo sociale è buono. E quindi, a questo proposito, qual è il tuo metodo di lavoro e di studio? Althusser: Tento di fare ciò che mi sembra la cosa più importante di tutte le cose, direi la parola d'ordine numero uno: cambiare di pensiero. Cambiare il modo di pensare e poi, in seguito, cambiare il modo di agire, vuol dire cambiare il modo di organizzare, di mobilitare, di far capire le cose, di far agire la gente, di organizzare l'azione, sindacale, politica, ecc. ecc. Senti, questo vuol dire anche cambiare il modo di fare politica, che cos'è la politica? Althusser: La politica, che cos'è la politica? E' agire per la libertà e l'uguaglianza Che vuol dire saper fare politica, per esempio? Vuol dire essere cosciente del rapporto reale che esiste fra gli uomini che hanno delle idee sulla politica e gli altri. Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma Aforismi dello stesso autore Partecipa al forum "I contemporanei" Tutti i diritti riservati |