Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Aforismi

Remo Bodei

Foucault e il soggetto

Documenti correlati


In Foucault intanto esiste non un soggetto spontaneo, cioè gli uomini non diventano soggetti o identici a se stessi per un processo naturalistico, ma lo diventano perché in tutte le società esistono delle operazioni che Foucault chiama di partage, cioè di separazione: io mi definisco in quanto tale perché, a un certo punto, escludo che il mio Io della veglia sia uguale all'Io del sogno. Sono i primi studi di Foucault negli anni Cinquanta: sogno ed esistenza. Successivamente, nella Storia della follia, Foucault mostra come 'io' definisca l'individuo sano in quanto non pazzo. I pazzi circolavano tranquillamente nel Medioevo. Se uno guarda i quadri della tradizione medievale, vedrà questi pazzi che girano per le città. Successivamente, quando finiscono i grandi cicli epidemici, la peste, questi edifici che servivano per mantenere in quarantena i malati di peste vengono trasformati in manicomi e quindi il problema della pazzia viene in un certo modo tematizzato, problematizzato, in una determinata epoca. Poi nell'Ottocento si fa un'altra distinzione, un altro partage, quando nasce il problema della criminalità: io sono un cittadino per bene e non un criminale e i criminali, per rendere visibile questa divisione, vengono isolati nelle carceri, che non hanno nessuna funzione sociale, dice Foucault, perché in realtà sono fabbriche di delinquenza, quindi è assurdo mandare la gente in carcere per combattere il crimine, perché in realtà il crimine viene moltiplicato; però, mandando la gente in carcere, il cittadino per bene si separa dal delinquente. Un'altra tranche, un altro taglio, viene fatto ad esempio più tardi con la sessualità: distinguere l'individuo sessualmente sano dal deviante; quindi c'è tutto un battage tra l'epoca vittoriana e la nostra per distinguere la sessualità buona dalla sessualità malata. Però la costituzione del soggetto, per Foucault, ha radici molto più antiche; oggi si ripropone nella forma che gli avevano dato gli stoici romani, soprattutto Seneca o Marco Aurelio, cioè vivendo in un'epoca in cui le leggi non hanno efficacia, in cui la gente non crede più alle leggi generali, l'unico modo di procedere, secondo Foucault, è di dare forma a se stessi, di scolpirsi come una statua, di avere cura di sé, cioè di plasmarsi, dare a ciascuno la propria legge. E' quella che Foucault chiama un'estetica dell'esistenza; dice: "Ci diamo tanto da fare per avere una lampada fatta da un bravo designer e poi non ci preoccupiamo di noi stessi". Sotto questo punto di vista per Foucault la costituzione del soggetto è il risultato delle forze che plasmano (dall'esterno o dall'interno, quindi autocertificazione) il soggetto stesso.

Quindi l'individualità occidentale è nata, secondo Foucault, dalla convergenza di tutte queste pratiche e di tutte queste teorie, che fanno sì che noi siamo quello che siamo, nella nostra civiltà, perché queste forze ci hanno plasmato. E ora che queste forze che ci hanno plasmato ci abbandonano, perché non c'è più nessun regista che ci possa dire quello che dobbiamo fare, il ritorno alla tradizione antica, appunto, alla cura di sé o all'estetica dell'esistenza, indica che noi ci troviamo di fronte a un campo non soltanto di divieti, ma a un campo di opportunità che dobbiamo sfruttare. Per questo, per Foucault, la soggettività non è qualcosa che riguarda semplicemente la coscienza; e quindi qua avrebbe ragione Schopenhauer: noi non possiamo afferrare un'essenza dell'Io eterna e naturale, noi possiamo però fare qualche cosa di diverso, noi possiamo costruirci e noi siamo ciò che è l'effetto della nostra capacità di costruirci.


Biografia di Remo Bodei

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

Aforismi dello stesso autore

Partecipa al forum "I contemporanei"

Tutti i diritti riservati