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Aforismi

Raymond Boudon

Il mago della pioggia

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Le relazioni magiche sono credenze in relazioni di causalità che risultano false, o meglio, che appaiono a noi completamente false: non è il fatto di agitarsi in un certo modo che avrà veramente un effetto sulla maniera in cui i greggi si riprodurranno, o sulla maniera in cui la pioggia cadrà. Allora, ecco delle credenze: sono relazioni di causalità false. E la teoria di Durkheim consiste nel dirci: si, certo, sono credenze che ci appaiono assurde, ma, vista la situazione delle persone, costoro hanno delle ragioni di credere all'efficacia dei loro rituali magici. E d'altronde, in maniera molto curiosa, Weber concorda completamente con Durkheim qui. Anche in Weber troviamo una teoria della magia; egli dice: "a proposito del facitore di fuoco, noi stessi facciamo una grande differenza tra il facitore di fuoco e il facitore di pioggia. Consideriamo che il facitore di fuoco è un uomo che si basa su relazioni di causalità vera. Il facitore di pioggia, al contrario, è qualcuno che si basa su relazioni di causalità completamente assurde per noi. Ma c'è una vera differenza?" E Weber risponde: "no, non c'è nessuna differenza per loro". Perché facciamo una differenza tra il facitore di fuoco e il facitore di pioggia? Perché conosciamo le leggi della trasformazione dell'energia. Sappiamo che l'energia cinetica si trasforma in energia termica, sappiamo che c'è una vera relazione causale dietro l'atto del facitore di fuoco. Ma perché lo sappiamo? Perché conosciamo un po' di fisica. E perché conosciamo un po' di fisica? Perché ce l'hanno insegnata. E perché ce l'hanno insegnata? Perché c'è un'istituzionalizzazione della scienza nelle nostre società, e perché si sono scoperte, del resto molto tardi, le leggi della trasformazione dell'energia. Siccome le si è scoperte molto tardi, non c'è nessuna ragione di supporre che siano intuitive. Allora, ci dice Weber, se vi situate in una società detta primitiva, arcaica, siccome non hanno gli stessi quadri cognitivi, siccome non sanno nulla di fisica, non c'è alcuna ragione che facciano una differenza tra il facitore di fuoco e il facitore di pioggia. Allora, Durkheim ci dice pressapoco la stessa cosa, ma in maniera un po' più complessa ancora. Egli ci dice: supponete gli individui di una società arcaica la cui attività principale sia l'agricoltura. Ovviamente, queste persone hanno un bisogno esistenziale che le piante vengano fuori, la siccità può voler dire carestia; di conseguenza sono disposti a fare tutto quello che possono fare per modificare il corso della natura, per facilitare la crescita delle piante. Allora hanno un certo sapere, a questo riguardo, trasmesso di generazione in generazione, e che viene dall'esperienza. Ma dunque ci sono delle tecniche, dei saper fare, derivati direttamente dalla pratica stessa, cioè dagli scacchi e dai successi che incontra la pratica. Ma questo non basta. Se volete far crescere delle piante (questo è un bisogno) bisogna anche che abbiate una certa rappresentazione dei processi biologici che presiedono alla crescita delle piante, per esempio; e di conseguenza sarete costretti, o meglio, sarete incitati, a costruirvi una biologia di emergenza, la quale a noi apparirà ridicola, ma che a loro apparirà adeguata. Allora, da dove tireranno fuori questa biologia? Ebbene, noi estraiamo la nostra biologia dalla nostra cultura scientifica, ma qui siamo in società dove non c'è cultura scientifica. Da dove si prenderà questa teoria biologica? La si estrarrà dal sapere dominante, ci dice Durkheim, e questo sapere dominante sono le dottrine religiose. Così Durkheim, a partire da questo, interpreta le credenze magiche come ricette tecniche estratte dal sapere religioso, esattamente come estraiamo un certo numero di ricette tecniche dal nostro sapere scientifico.


Biografia di Raymond Boudon

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