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Aforismi

Alberto Mario Cirese

Il problema dell'etnocentrismo

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Io non so se esista una scienza etnologica. Contesto che riconoscere una scienza etnologica coincida col dire primato dell'Occidente: che la terra sia rotonda no, e che giri intorno al sole, è oramai universale. Il punto fondamentale è che lo slancio è il passaggio a quei livelli che, trascendendo il proprio contesto culturale, si collochino ad un livello metaculturale, capace di parlare tutte le culture, ivi compresa la propria fatta diventare oggetto. Che poi, personalmente ho pensato di essere riuscito a trovare un metalinguaggio parentale per le terminologie di parentela, questo debba essere accusato di etnocentrismo soltanto perché è basato sulla teoria delle relazioni nella logica degli insiemi, questo, non lo so, bisognerà che lo si venga effettivamente a provare. Se questo funziona, funziona diciamo ovunque; ci sono poi altre cose che non potranno che essere culturalmente qualificate, ma io non so se questo riguarda l'antropologia nella sua totalità, alcuni aspetti dell'antropologia o certi tipi di ricerche. Mi pare che su tanti terreni, etnie completamente diverse dalle nostre collaborano tranquillissimamente in programmi scientifici e non hanno bisogno di crearsi delle matematiche diverse; se se le creano, delle matematiche diverse, non è perché se le creano etnicamente, è perché lì nascono dalla problematica interna della disciplina o della scienza che stanno praticando.

E' chiaro che l'etnocentrismo è quello di assumere la propria cultura come unità di misura per la valutazione delle culture altrui, questo era l'etnocentrismo secondo colui che l'ha concepito, anche se dimenticato, visto che era poi oltretutto un forte reazionario, e cioè Sumner nel 1906, se non sbaglio. Etnocentrico non è il fatto che non mi piacciano i cibi altrui, è l'assumere i miei gusti gastronomici come norma, un metro mai sottoposto alla misurazione; bene, è chiaro che anche il nostro metro va sottoposto alla misurazione. Ma alla misurazione di chi? Di che? Non può essere altro che, per esempio (per ricordare un nostro studioso di cui ricorre quest'anno un anniversario), scendere con anamnesi storiografica sprofondandosi nella propria cultura fino ad andare a toccare il punto in cui è avvenuta la diramazione. A me piace l'altra immagine, che è quella di spingerla verso un linguaggio metaculturale (ma non è che c'è gran differenza) perché questo che io trovo sia ad un certo momento capace di parlare tutte le lingue ma anche la mia, e non sia la mia che si fa metalinguaggio nei confronti delle altrui. Ora, all'etnocentrismo s'è accompagnata una fortissima svalutazione della nostra cultura: colonialista, oppressiva, espansiva. Sono tutte colpe che ci sono state, ma se tutte le culture hanno la loro validità, possibile che solo la nostra non ne abbia alcuna e che non sia ora, ben sapendo che non deve essere lei il metalinguaggio per parlare le altre culture, ma deve essere uno degli elementi della costruzione del metalinguaggio, che anche la nostra ritrovi il posto che le compete?


Biografia di Alberto Mario Cirese

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

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