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Clifford Geertz

L'interpretazione delle culture

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Io cerco di generalizzare partendo dai casi specifici, di prendere in esame un caso e poi scoprire cosa c'è da dire che abbia un'importanza più vasta, piuttosto che partire da una teoria e poi calarla a forza sull'esempio singolo. Per esempio, in Marocco, ho assistito a un fenomeno molto strano, c'era grande agitazione politica nella città che stavo studiando, in quanto il partito tradizionale, fino ad allora molto potente, era stato spodestato da un gruppo rivoluzionario socialista. Contemporaneamente, gli abitanti della campagna si stavano riversando in città. La lotta politica fra le due fazioni era molto aspra, da una parte, c'erano i conservatori che da anni vivevano essenzialmente in città, dall'altra quelli che provenivano dalla campagna e sostenevano il nuovo gruppo. Questi ultimi avevano iniziato a costruire, in parte grazie alle rimesse che arrivavano dall'Europa, il denaro spedito da quelli di loro che lavoravano in Europa, e in parte grazie al ricavato della vendita delle loro case in campagna. Iniziarono, quindi, a costruire nuove case, con decorazioni estremamente diverse da quelle tipiche delle città musulmane di Giava. Cominciarono a decorarle in modo appariscente, con disegni in stile berbero e tanti colori vivaci (i colori tradizionali erano il bianco, il marrone, ecc. Ciò scatenò una vera lotta in città, e nelle successive elezioni il dibattito fu imperniato proprio su questo problema. C'era stato un editto, emanato dal governo quando questo era retto dal partito tradizionale, secondo il quale tutti gli edifici dovevano essere dipinti di un marrone spento. Quella che sembra, quindi, una banale questione estetica, assume invece un profondo significato politico. Ci si rende conto che si tratta di un atto politico, la questione di dipingere una casa con un colore marrone spento o dipingerla con colori vivaci simboleggia il divario fra un'élite ben radicata e un gruppo rurale di nuovi arrivati, decisamente insoddisfatto del modo in cui viene gestito il paese. Il significato politico è evidente. Si comincia, quindi, con qualcosa di molto specifico il colore di una casa e si finisce con un'analisi globale (almeno, è quello che cerco di fare io) di come funziona la politica in Marocco e, in un certo senso, in tutto il Medio Oriente. E' questa, dunque, la direzione da seguire. Quello che cerco di evitare, al contrario, è partire da un'opinione generale e cercare poi di applicarla ad una situazione specifica. Cerco di costruire partendo da una situazione reale e specifica. Ma come dice lei, o come almeno suggerisce, non tutti gli antropologi lavorano in questo modo. Alcuni di loro hanno teorie o idee generali su come dovrebbe funzionare la politica, o su quello che dovrebbe succedere, e le applicano poi ai casi singoli. A mio avviso, in questo modo i fatti vengono fatti entrare di forza nelle varie categorie o in analisi formali che non riescono a catturare la realtà vera. E' necessario che queste due cose, i singoli casi e le categorizzazioni, vengano in qualche modo portate a coincidere, e io sono convinto che partire dal basso e costruire verso l'alto sia un metodo migliore che non cercare di infilare queste cose dal di fuori.

Non ritengo esista un fondamento definitivo per l'antropologia, come per qualsiasi altra scienza umana, del resto. Quello che facciamo noi, credo, è affrontare i problemi particolari che ci troviamo davanti e, mettendo insieme quello che altri hanno fatto in campi diversi e quello che già sappiamo, cercare di risolverli. Ma l'idea che esista chissà quale algoritmo, o processo meccanico, che fornisca interpretazioni antropologiche mi sembra assolutamente bizzarra perché in realtà ciascun caso comporta un problema diverso. Le disfunzioni neurologiche, ad esempio, possono presentarsi ogni volta con un problema diverso da decifrare. Certo, fanno tutte parte di varie casistiche ed esistono quindi principi generali su come agire in base a determinate reazioni, e così via, e lo stesso accade per un testo letterario, ma non esiste una procedura meccanica per fare tutto questo, e non credo neanche che cercarne una sia una buona idea. Non credo che sia il modo giusto di procedere. Credo che si debba cercare di assorbire completamente la particolarità di ciò a cui si assiste, e da questo cercare di estrarre qualcosa di generale, suggestivo e interpretativo.


Biografia di Clifford Geertz

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