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Aforismi

Alberto Asor Rosa

La lezione di Calvino

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Intervistatore: Nel recente passato della letteratura italiana un posto significativo è occupato dalle Lezioni americane di Italo Calvino. Lezioni che costituiscono sei proposte per il nuovo millennio.

Asor Rosa: Vorrei dire innanzitutto che a quest’opera di Italo Calvino mi lega una consonanza profonda e, che, parecchie delle idee che ho cercato di esporre in precedenza sono il frutto di una riflessione a cui quest'opera di Calvino ha prestato non pochi contributi. Siamo cioè (come dire) in presenza di una di quelle opere con cui, almeno per quanto mi riguarda, ci si confronta assorbendo stimoli, suggerimenti, sensazioni e così via. Io considero quest’opera come una delle riflessioni più importanti al livello mondiale sul destino della letteratura, nel passaggio davvero epocale tra la tradizione e il futuro. Calvino è stato sempre e soprattutto nell’ultima fase della sua ricerca un grande innovatore, ma questa capacità e questo bisogno di innovazione sono stati da lui sempre molto collegati a un senso forte della tradizione dei valori letterari del passato. In queste lezioni Calvino non fa altro che ripercorrere (sinteticamente ben inteso) ma con un’ampiezza di orizzonti e di conoscenze veramente impressionante, la storia della letteratura occidentale dalle lontane origini greche fino ai nostri giorni, cercando di trarne delle indicazioni per il futuro. Il titolo esatto in inglese dell’opera come risulta dagli appunti calviniani è Six memos for next millennium, (Sei memoriali per il prossimo millennio).

***

Calvino pensava evidentemente o perlomeno sperava di aver tratto, dalla riflessione su questo periodo così lungo della storia letteraria europea del passato, alcune indicazioni valide per il futuro. Sarei veramente lieto personalmente se fossi in grado di dire e di sostenere che quelle indicazioni appaiono in grado di funzionare per il futuro, così come Calvino si proponeva che accadesse, ma al contrario temo di dover dire che di quell’opera la parte più consistente è proprio quella che riguarda lo sguardo nostalgico rivolto al passato, il passato in cui si compendia quel millennio (dice Calvino nella prefazione) in cui al centro della elaborazione intellettuale e culturale c’è stata questa cosa straordinaria, ma anch’essa pereunte, come tanti oggetti e prodotti della invenzione intellettuale umana, che è il libro. Io penso che tra le prospettive calviniane e la realtà della ricerca intellettuale letteraria oggi si sia aperto in realtà un abisso che ancora non si vede come possa essere colmato.


Biografia di Alberto Asor Rosa

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