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Aforismi

Alberto Asor Rosa

La nozione di classico

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Io non avrei dubbi nello sviluppare l’idea che la nozione di classico, come "complesso di norme e di regole", come frutto di un’autorità costituita, è il prodotto di una lettura a posteriori, che a poco a poco si stratifica e diventa normativa. All’origine invece, se noi prendiamo quei classici che sono delle grandi opere, credo che sia possibile compiere e verificare il ragionamento esattamente opposto: è classico e cioè grande opera tutto ciò che nel momento in cui viene prodotto sommuove, mette in crisi, distrugge e supera le regole precedentemente costituite. L’esempio della Divina Commedia è assolutamente lampante. Mi piace in genere fare a proposito di questo argomento l’esempio dell’Orlando Furioso in cui gli elementi normativi e regolistici potrebbero apparire più forti che non in un’opera come la Commedia di Dante, ma in cui l’aspetto più significativo, più coinvolgente e più nuovo, è rappresentato esattamente dalla rottura dei sistemi percettivi, conoscitivi, formali, sui quali la tradizione precedente si era costituita. Perché dunque ci sia un classico inteso come grande opera, bisogna che all’inizio ci sia un’operazione di 'grande disordine', che l’autore, il poeta rimette dentro un ordine formale, diverso dagli ordini formali che in precedenza si erano consolidati sulla base di una determinata tradizione e erano diventati norma. Io penso che in questa dialettica tra tradizione e infrazione consista la parte più consistente, più significativa della storia letteraria di ogni tempo.

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Non penso di aver mai detto né pensato che il lettore del classico debba farsi contemporaneo del classico per poterlo capire e approfondire. Il problema non mi sembra che sia questo. Io penso invece che il lettore debba essere in grado di ricostruire il più profondamente, e nella maniera più partecipata possibile, quelli che sono stati i meccanismi di creazione del classico. Quindi non un lettore che si fa passato per avvicinarsi alla dimensione del classico, ma un classico che viene ricostruito nella sua genesi, nella maniera il più possibile fedele, dal lettore moderno.

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Se è vero che il classico inteso come grande opera è quell’opera che scardina le certezze precedenti e propone modelli inconsueti non sperimentati fino a quel momento, la lettura moderna del classico dovrebbe cercare di riappropriarsi di quell’operazione di scardinamento e di riscoperta che il classico ai suoi tempi ha realizzato. In sintesi, anche se mi rendo conto che non sia semplice, bisognerebbe rifare interiormente il processo attraverso il quale quel classico inteso come grande opera a un certo punto si è formato e ha preso vita.


Biografia di Alberto Asor Rosa

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