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Quello che oggi noi chiamiamo mancanza di senso storico è in realtà l'incredulità, che manifestano soprattutto le giovani generazioni, che sono abituate anche a un mondo molto più mobile attraverso i mezzi di comunicazione di massa, nei confronti della capacità della storia di andare in una certa direzione che sia visibile; cioè la gente non crede più molto facilmente che il passato possa insegnarci qualche cosa; però non è che per questo vive come gli smemorati di Collegno, non è che cancelli il tipo di memoria, è che i criteri di selezione di ciò che deve esser ricordato e che è degno di essere ricordato, che serve ricordare, e ciò che invece non è degno o non serve ricordare sono cambiati. Succede che quello che noi chiamiamo mancanza di senso storico è paradossalmente qualche cosa che si riscontra oggi, a livello soggettivo, mentre cambia il valore della storia e mentre soprattutto, attraverso la televisione, attraverso i dischi, il cinema, attraverso tutti i mezzi dell'elettronica mai come oggi è stato possibile raccogliere e raggiungere una quantità enorme di documentazione. Quindi, in realtà, noi ci troviamo in una situazione piuttosto strana, perché proprio mentre possiamo attingere a tutte le fonti con maggiore facilità che nel passato, ad esempio basta aprire un computer e mettersi in collegamento con qualsiasi grande biblioteca del mondo e ricevere documentazione su tutto, e forse proprio per eccesso di offerta, per eccesso, come dire, di shocks che noi subiamo guardando la televisione per esempio su tutto quello che accade nel mondo, che si è in un certo modo intorbidita la nostra capacità di guardare gli eventi. In altri termini, finché la storia si riteneva orientata o dalla provvidenza o dalla direzione verso il meglio, e finché gli eventi erano selezionabili piuttosto facilmente perché riguardavano ciò che ci capitava da vicino, era più facile credere che la storia avesse un senso. Oggi che siamo bombardati da eventi centrifughi, ognuno dei quali sembra obbedire a delle logiche che ci sfuggono, è difficile credere che la conoscenza del passato o del presente possa orientarci. Vale però la pena osservare che senza memoria storica e senza fare delle ipotesi su quello che è il nostro futuro non si vive, quindi in qualche maniera noi siamo alla ricerca di modi di comprendere il passato e noi stessi nel tempo che ci diano un qualche senso.
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