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Cornelius Castoriadis

Freud e l'origine della società

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Credo che chiunque, oggi, conosca il mito fabbricato da Freud per spiegare l'origine della società; e questo mito, come del resto tutta la ricerca di Freud, sono molto strane. Innanzitutto, perché Freud si pone il problema dell'origine della società unicamente come un problema negativo, cioè come il problema dell'origine delle due proibizioni maggiori: la proibizione dell'incesto, e la proibizione dell'omicidio intra-tribale. Non dell'omicidio in generale, perché da nessuna parte mai l'omicidio è proibito in generale. Se uccidete i nemici dell'Italia o della Francia, avete ragione, fate bene, e vi danno una decorazione. Ma non bisogna uccidere all'interno, potete uccidete all'interno solo se siete un boia, per esempio, o se siete un poliziotto nell'esercizio delle sue funzioni, là allora avete il diritto di uccidere. Ma Freud non vede che il problema dell'origine della società non è il problema della creazione delle due proibizioni soltanto; è il problema della creazione di istituzioni positive: la creazione del linguaggio, la creazione di norme del comportamento, la creazione delle religioni, dei significati, ecc. E poi vede questa creazione delle due proibizioni maggiori (incesto e omicidio intra-clanico o intra-tribale) attraverso la famosa storia dell'orda primitiva, dove c'era un padre che aveva tutte le donne, e che castrava o scacciava i figli maschi per continuare a regnare su quell'harem, fino al giorno in cui i fratelli hanno scoperto che potevano coalizzarsi, eliminare il padre e ucciderlo, e dividersi le donne della tribù. E poi, in seguito, eventualmente dopo delle lotte tra i fratelli, i fratelli finalmente hanno concluso un patto in forza del quale nessuna cercherebbe di prendersi la donna dell'altro, e nessuno ucciderebbe l'altro; e questo patto valeva tra i membri del clan. E per commemorare allo stesso tempo l'uccisione del padre ed espiare la colpa da lui sentita a causa di questa uccisione, avrebbero eretto quel padre in animale totemico, che è 8 diventato il totem della tribù. Ed ogni anno consumavano un pasto sacrificale, nel quale sacrificavano quell' animale e lo mangiavano (questo ripeteva simbolicamente, appunto) ma nel vero senso del termine, l'uccisione iniziale del padre, l' assorbimento della potenza del padre attraverso l'atto cannibalico; e allo stesso tempo i fratelli rendevano omaggio al padre con questa festa. Tutto questo dal punto di vista etnologico non si regge, è tutta una costruzione mitica. Questa costruzione mitica è molto interessante, molto significativa (non possiamo addentrarci nell'argomento) non solo significativa per il modo in cui funzionava la mente di Freud, per il modo in cui funzionava il pensiero alla sua epoca, ma molto significativa dal punto di vista psicoanalitico, perché effettivamente c'è un complesso di Edipo, c'è una tendenza ad uccidere il padre, c'è una tendenza ad eliminare i fratelli rivali, ecc. Ma noi sapevamo già tutto questo grazie alla psicoanalisi, non avevamo bisogno del mito di Totem e tabù, ma insomma esso vi rientra, Ma l'essenziale è che, ancora una volta, quel mito non regge, perché quel mito postula proprio quel che deve spiegare; perché postula, per esempio, la capacità di socializzazione dei fratelli il giorno in cui si coalizzano per uccidere il padre, ma questo non è un atto biologico, è già un atto sociale, è un atto che presuppone il linguaggio. Quindi, siamo partiti per spiegare l'origine della società, ma per spiegare questa origine presupponiamo che la società stia già là, e cioè che i fratelli possano parlare tra loro e cospirare, tenere un segreto, etc... Non abbiamo mai visto degli animali parlare tra di loro, cospirare, nemmeno le scimmie superiori. Dunque la società, e la sua origine, sono già presupposte in quel che deve spiegare questa origine.


Biografia di Cornelius Castoriadis

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