Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Cittą del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Aforismi

Gabriele Giannantoni

Il sinolo di materia e forma

Documenti correlati

Nei libri centrali della Metafisica, Aristotele elabora una dottrina della sostanza fondamentalmente concentrata sulle idee di potenza e atto e di materia e forma. Il binomio di potenza e atto è elaborato da Aristotele in funzione della soluzione del problema del cambiamento e del movimento. Ogni cosa è in atto ciò che aveva la possibilità di essere; in questo senso l'atto è sempre precedente alla potenza e ne costituisce la realizzazione fondamentale. Il binomio materia e forma deve essere, è elaborato da Aristotele per rispondere al problema della separazione tra idee e cose sensibili che aveva sollevato Platone. Naturalmente sia il concetto di potenza che il concetto di atto, così come i concetti di materia e di forma sono concetti estremamente complicati, nel senso che hanno varie formulazioni, sono introdotti per definire problemi di tipo diverso, e quindi presentano vistose oscillazioni nella concezione aristotelica della metafisica. Ma l'oscillazione fondamentale mi pare questa: che da un lato Aristotele concepisce la sostanza come l'individuo, come l'individualità, come il singolo e come una stretta unità di materia e forma. L'espressione che usa Aristotele è sinolo. In questo senso Socrate è sostanza; ogni individuo è sostanza. Tuttavia questa concezione che diventa plausibile in polemica con il platonismo, entra in conflitto con un'altra concezione altrettanto fondamentale di Aristotele, e cioè che la scienza è solo scienza dell'universale. Allora che cosa significa questo? Che la scienza non è scienza delle sostanze? Questo per Aristotele sarebbe difficile ammetterlo. E allora, accanto alla concezione della sostanza come sinolo, c'è un'altra concezione della sostanza in cui non tanto l'unità di materie e forme è messa in luce, quanto la dualità di sostrato e accidenti, dove il sostrato fa da soggetto e gli accidenti fanno da predicati di quelle proposizioni in cui si esprime il sapere scientifico. Ora è evidente che in queste oscillazioni è possibile rintracciare, come dire, le eredità del platonismo, nel senso che è evidente che la concezione della sostanza come dualità di sostrato e accidenti rivela influenze platoniche molto di più di quella come sinolo, però è, come dire, nel difficile equilibrio che Aristotele mantiene nel conservare l'insieme di queste prospettive che sta proprio la ricchezza della sua analisi e della sua riflessione. Io però vorrei insistere sul punto che la dottrina della sostanza di Aristotele non è una teoria dell'Essere, ma è piuttosto una teoria che serve a distinguere i modi in cui si parla dell'Essere. Da questo punto di vista ogni ritorno a Parmenide e ogni tentativo di richiamarsi a quella sapienza recondita di Parmenide o della grecità classica che sarebbe poi stata distrutta da Platone e da Aristotele, francamente mi appare priva di senso, perché non è che con Platone e Aristotele si fuoriesce dalla sapienza arcaica, ma con Platone e Aristotele è criticato a fondo il presupposto arcaico di quella sapienza arcaica, e quindi se noi vogliamo essere moderni e non arcaici dobbiamo andare più avanti di Aristotele, non più indietro di lui.


Biografia di Gabriele Giannantoni

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

Aforismi dello stesso autore

Partecipa al forum "I classici"

Tutti i diritti riservati