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Aforismi

Robert Darnton

Encyclopedie censura, opinione

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DOMANDA: L'Enciclopedia si può considerare il simbolo dell'illuminismo. Quali effetti ebbe la censura sulla diffusione di quest'opera? Chi erano i suoi lettori?

Penso anch'io che si tratti per così dire della Bibbia dell'Illuminismo, il libro fondamentale in cui si trovano raccolte insieme le più importanti opinioni correnti nel pensiero illuminista in un momento cruciale, proprio intorno al 1750. Ci si dovrebbe chiedere quanto sia stato efficace come simbolo e perché avesse acquistato questo potere simbolico.

Il libro combina un ambizioso sforzo di prendere in esame l'intera conoscenza con l'intento di farlo con spirito filosofico, uno spirito che era impertinente, insolente, bizzarro e penetrante, e questa combinazione di cose catturò alla perfezione il tono della vita intellettuale del tempo. Ma il secondo punto è che il libro venne perseguitato: venne confiscato e ci fu un terribile scandalo.

Il privilegio di stampa venne revocato nel 1749; sembra che i Gesuiti si diedero da fare per rilevarlo. Così il libro, sia perché provocò uno scandalo, sia perché venne perseguitato, sia perché era pericoloso, riuscì ad esprimere il suo potere simbolico in una maniera che colpì l'opinione pubblica, e questo è un punto che penso sia veramente fondamentale. Il libro ebbe una forza simbolica perché l'intero pubblico di lettori francesi capiva di avere di fronte il più pericoloso, il più ambizioso e il più affascinante lavoro del tempo. E' difficile comprenderlo per il lettore moderno.

Quest'opera venne originariamente pubblicata con 17 volumi di testo, vale a dire, circa 80.000 articoli su tutto lo scibile umano. Non ci si può mettere a sedere, cominciare a leggerlo dala prima pagina e leggerlo da cima a fondo; credo si diverrebbe ciechi prima di essere arrivati alla fine. Non è il genere di libro che può essere letto come un romanzo. Non era come La nouvelle Héloise di Rousseau, i cui lettori vengono sopraffatti dall'emozione e non smettono di leggere fino a quando non sono arrivati alla fine.

Fu invece un libro che proprio perché perseguitato, proprio a causa dell'audacia del testo, tutti volevano avere. Molti comprarono il libro per ragioni simboliche; volevano averlo sui propri scaffali, come un libro da salotto. Avere l'Enciclopedia sul proprio scaffale era come dire: io sono un uomo moderno, penso per me stesso, posso farmi beffa delle autorità e osare; sapere aude, come diceva Kant.

Secondo la mia stima ci furono 14.000 copie complete dell'Enciclopedia nell'Europa pre-rivoluzionaria, di cui poco meno della metà in Francia, e di quelle, il 60% proveniva dall'edizione in quarto. Ho trovato l'elenco dei sottoscrittori dell'edizione in quarto e ho tracciato una mappa che mostra dove esattamente era diffusa in Francia e nel resto dell'Europa, e ne ho anche ricavato una sorta di mappa sociologica che mostra quanti avvocati, quanti ecclesiastici, quanti uomini d'affari, quanti aristocratici comprarono il libro per capire come il libro penetrò nella struttura sociale dell'antico regime.

E' una storia molto lunga e complicata ma forse non molto interessante se vogliamo parlare della filosofia che sta dietro l'Enciclopedia. In due parole direi che il libro raggiunse le classi più elevate di Francia. Ovviamente ci volevano molti soldi per comprarla. Penetrò ovunque nell'élite, ma raggiunse anche le classi medie. Ci furono moltissimi amministratori reali, moltissimi ecclesiastici addirittura, la comprarono, il che è di un certo interesse, molti medici, medici e avvocati soprattutto, la comprarono i professionisti, non tanti mercanti, pochissimi industriali.

Quindi chi vuole vedere nell'Enciclopedia il veicolo dell'ideologia borghese, troverà che non è la classica borghesia di Marx che compra o scrive l'Enciclopedia, al contrario, penso si tratti di una élite mista più tradizionale dell'antico regime, che in realtà sarà la vera élite protagonista della Rivoluzione Francese.

Tratto dall'intervista "La filosofia dell'Enciclopedia" - U.S.A., Princeton University, domenica 24 maggio 1992


Biografia di Robert Darnton

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

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