Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Aforismi

Paul Davies

Un fisico alla ricerca di Dio

Documenti correlati

I teologi affermano che l'universo ha molti tratti "contingenti". Intendono dire che presenta dei fenomeni che devono essere spiegati con il richiamo a qualcosa d'altro, con delle cause esterne all'universo. Certamente l'esistenza degli esseri umani, come quasi tutto ciò che possiamo osservare nell'universo, è, in questo senso, contingente.

Dunque, ci deve essere stato un atto di intellegenza che ha selezionato l'enorme varietà di universi possibili. Deve essere stato, in qualche modo, "scelto" un universo, o una gamma ristretta di universi. Non é illecito ritenere che questa selezione si situi al di fuori o al di là del dominio della fisica, nello spazio della metafisica. Così da un punto di vista religioso si può dire che questa selezione è stata fatta da Dio. Molti scienziati non amano questa spiegazione ed affermano che dobbiamo ricercare un meccanismo di selezione del tutto interno all'universo.

I cosmologi di oggi, però, si richiamano alla cosiddetta "fisica dei quanti" e con essa cercano di rendere ragionevole l'idea teologica di una creazione dal nulla dell'universo. La fisica dei quanti si basa sul cosiddetto "principio di indeterminazione" di W. Heisenberg. Questo principio ci dice che tutto ciò che può essere misurato o osservato è soggetto a fluttuazioni spontanee: possono accadere, cioé, cambiamenti improvvisi senza ragione alcuna. Possiamo osservare in laboratorio come il fenomeno dei quanti faccia accadere delle cose senza ragione apparente. Ad esempio, il decadimento di un nucleo radioattivo è qualcosa che accadrà in un certo momento particolare senza ragioni apparenti. Noi non possiamo dire in anticipo perché o quando il nucleo decadrà, perché ciò accade in un momento piuttosto che in un altro. In altre parole, per la fisica dei quanti c'è una imprevedibilità inerente alla natura. Diviene così possibile per la prima volta concepire un universo che nasce per una sorta di fluttuazione quantistica: la sua origine è un evento senza causa.

Nella fisica pre-quantistica non era concesso avere degli eventi senza cause. Tutto ciò che avveniva nell'universo doveva avere una causa antecedente ben definita, mentre nella fisica quantistica è possibile che si producano degli eventi senza una causa antecedente ben definita. Se questo evento è la nascita dell'universo, esso non costituisce più per noi un problema: l'universo semplicemente nasce venendo fuori dal nulla.

Dobbiamo ricordarci che già molti secoli or sono Sant'Agostino diceva che il mondo é nato con il tempo e non nel tempo. E' degno di nota che la moderna immagine cosmologica riprenda questo punto di vista. Oggi sappiamo che spazio e tempo sono parte dell'universo fisico e sono nati con esso. Vorrei esprimere la cosa in questi termini: prima di Einstein si era portati a pensare allo spazio e al tempo come ad un'arena in cui si rappresentava il grande dramma della natura. Noi sapppiamo ora che spazio e tempo appartengono in effetti al "cast" di questo dramma: essi stessi partecipano al dramma, sono attori nel grande dramma della natura che si svolge di fronte a noi.

Non si può davvero parlare della nascita della materia senza parlare della nascita dello spazio e del tempo. L'idea della nascita del tempo é molto originale. Essa comporta una conseguenza: domande del tipo "Cosa accadde prima del "big bang"?", oppure "Che cosa ha causato il "big bang"?", risultano prive di significato, perché non c'era un "prima", non c'era una causa antecedente come la intende la fisica tradizionale.

Inoltre, se spazio e tempo sono elementi dell'universo, possono essere allungati e accorciati perfino in laboratorio. Possiamo manipolare spazio e tempo allo stesso modo in cui possiamo manipolare la materia. Se essi sono parte, per usare un termine religioso, della "creazione", allora devono esser stati creati. Io personalmente non credo che ci sia modo di dare un senso al mondo senza supporre che spazio e tempo, nel "big bang", siano stati creati con la materia e l'energia originarie.

Tratto dall'intervista "Riflessioni sulla cosmologia contemporanea" - Venezia, Università Ca' Foscari, sabato 16 dicembre 1989


Biografia di Paul Davies

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

Aforismi dello stesso autore

Partecipa al forum "Tommaso - Perchè il mondo"

Tutti i diritti riservati