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Aforismi

Jöel De Rosnay

L'uomo simbiotico

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DOMANDA: Lei ha creato un neologismo: il "cybionte". Cosa significa questa parola?

Il "cybionte" è una metafora per spiegare cosa ci può succedere nel terzo millennio. Con il significato di questa parola intendo la creazione di un organismo planetario, di un macrorganismo, costituito dagli uomini, dalle città, dai centri informatici, dai computer e dalle macchine. Se si dice "città " si sa di cosa si parla, ma non si possono utilizzare immagini per rappresentare questo organismo planetario costituito da tutti questi sistemi. Per questo ho creato questo termine - "cybionte" - che deriva dalla cibernetica, la scienza dell'informazione e dalla regolamentazione nei sistemi complessi, e dalla biologia. Si tratta in qualche modo di un organismo ibrido, nello stesso tempo biologico, elettronico e meccanico.

Qualche anno fa ho scritto un libro sulle origini della vita e mi sono interessato a come delle molecole isolate nei mari primitivi, negli oceani, possono integrarsi per dare una cellula vivente. Da ciò emerge una proprietà nuova, la sua capacità di evolversi, di riprodursi e di morire. Cosa emergerà da questa nuova vita planetaria che stiamo fabbricando con i nostri centri di informazione e i nostri computer connessi fra loro? Questa è la sfida del Cybiont e del mio libro. L'uomo saprà utilizzare le leggi della natura per capirle meglio, in modo da organizzare il futuro nel suo interesse, evitando una macchinazione che si ritorcerebbe contro di lui.

Penso che il mondo è venuto verso di noi, e noi abbiamo esteriorizzato le nostre funzioni verso il mondo meccanico ed elettronico. Per esempio, la televisione è l'esteriorizazione dell'occhio, la radio dell'orecchio, il computer della memoria, l'automobile dei piedi.

Poco a poco abbiamo imparato a interfacciare con questo mondo. Questa scienza si chiama ergonomia meccanica. Adesso siamo in un'epoca di ergonomia intellettuale. Quando si dice che un computer è "user friendly", si vuol dire che è in un buon rapporto con noi, che lo si può usare facilmente. Ma andremo anche oltre. E' questa l'idea che ho messo nel mio libro e che chiamo la bioelettronica. Penso che tutto si collegherà in modo da far convergere l'informatica da un lato e la biologia dall'altro verso una nuova scienza di cui si occuperanno sia i neurobiologi che gli specialisti d'informatica, per trasferire direttamente alcune informazioni dal cervello verso le macchine.

A questo punto Internet, la televisione, il computer diventeranno una parte di noi, si creerà una simbiosi con noi, che non sarà più solo biologica, ma un ibrido bioelettronico. Credo che nel terzo millennio, fra un secolo, o un secolo e mezzo, dovremo imparare a vivere con questo tipo di associazione.

L'homo sapiens sa di sapere, mentre l'animale non ha l'autocoscienza. L'homo faber costruisce gli utensili, che nel tempo si sono evoluti fino a diventare le macchine che sono intorno a noi oggi.

L'homo oeconomicus rappresenta ciò che siamo diventati godendo e possedendo beni e servizi in modo egoista: siamo degli ego cittadini, non degli eco cittadini. Voglio dire che se continuiamo con questo atteggiamento da parassiti del pianeta, da fruitori egoisti, andremo verso catastrofi e crisi gravi.

Da qui l'idea dell'homo simbioticus, che è come lei e me. Non cambieremo, non avremo una testa enorme e non perderemo i denti perchè mangeremo pillole. Non ci credo: penso che saremo noi stessi fatti di carne e sentimenti, ma connessi a dei mezzi estremamente potenti di elaborazione dell'informazione e di comunicazione audiovisiva.

La Tv, il multimedia, Internet e le autostrade dell'informazione, sono solo l'inizio di quello che ci aspetta nel terzo millennio. Bisogna prepararsi a questo per superare questa metamorfosi dei media, piuttosto che essere schiavi di questa nuova rivoluzione.

Tratto dall'intervista "L'uomo simbiotico" - Parigi, La Villette, mercoledì 6 settembre 1995


Biografia di Jöel De Rosnay

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

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