Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Aforismi

Roberto Esposito

I limiti della democrazia

Documenti correlati

Il mio tentativo è stato quello di criticare l'atteggiamento che considera la democrazia come il valore assoluto: c'è, anche nel dibattito attuale, una spinta in questo senso, a connotare la democrazia come l'assoluto valore. La mia sensazione è che, viceversa, bisogna tentare di recuperare la connessione interna che stringe la democrazia a quello che essa ritiene essere il suo opposto, cioè al totalitarismo.

Nel senso comune diciamo che la democrazia è l'opposto del totalitarismo, che il totalitarismo è l'altro dalla democrazia. La mia sensazione è che non si debba pensare un'opposizione radicale tra democrazia e totalitarismo, perché il totalitarismo non è un rischio che assale la democrazia sempre e solo dall'esterno, ma a volte sta dentro la stessa democrazia.

Il totalitarismo è il rovescio ma non l'opposto della democrazia: è un rischio, un pericolo che la minaccia dall'interno. Del resto lo stesso Platone - anche se non bisogna confondere la democrazia antica, la democrazia greca, con la nostra democrazia moderna - diceva che la democrazia nasce dalla tirannide, e che a volte la tirannide stessa nasce dal di dentro della democrazia.

Anche Montesquieu diceva: attenzione che la tirannide a volte nasce dal fatto che c'è troppo poca uguaglianza, ma altre volte nasce anche da un eccesso di uguaglianza. Per non parlare di Tocqueville, che usa proprio l'espressione dispotismo democratico, volendo alludere a un rischio, a un pericolo che insidia la democrazia dal suo stesso interno.

Allora qual'è questo rischio interno alla stessa democrazia? Si tratta di questo: ciò che minaccia di rovesciare la democrazia nel suo opposto totalitario è proprio la pretesa della democrazia di incarnare un valore assoluto, la pretesa di poter arrivare a compimento, di rendere l'uguaglianza assoluta, e, dunque di sopprimere la differenza, diciamo, tra gli individui, tra i poteri, tra potere e sapere.

Questa tendenza, per esempio, c'è sia in Rousseau che in Marx. La stessa idea di comunismo in Marx - che pure è stata una grande idea, ricchissima di forza, di potenza analitica, e di capacità esplicativa - è esposta a questo rischio. La società perfetta (che per Marx sarebbe la società del comunismo), la società in cui non c'è più conflitto, non c'è più alienazione, dove gli uomini sono restituiti a se stessi, è anche la società in cui non ci sarebbe più bisogno di politica, di stato e di legge.

Anche in questo caso l'idea di democrazia finisce con lo slittare nel suo opposto: rischia di essere tanto compiuta e tanto perfetta da perdere quegli elementi differenziali che sono necessari alla sua vita. Questa è un'osservazione che faranno alcuni grandi teorici novecenteschi della democrazia come Max Weber, Hans Kelsen, Schumpeter. Questi teorici ci dicono: attenzione, non bisogna chiedere troppo alla democrazia, non bisogna fare una richiesta troppo alta altrimenti si rischia di perdere l'essenza della democrazia, cioè il fatto che la democrazia più che un valore assoluto è una tecnica, è un insieme di regole, che rendono possibile la vita politica.

Naturalmente non si deve eccedere neanche nel senso opposto: non si deve chiedere troppo alla democrazia, ma non bisogna neanche chiedere troppo poco. Non bisogna abbassare troppo la richiesta altrimenti si rischia un depotenziamento della politica, e questo non sarebbe capito dalla gente, che fa giustamente delle richieste importanti alla democrazia. In altre parole la democrazia non deve essere intesa come una pura e semplice tecnica: essa deve in qualche modo tendere a tenere dentro di sé dei valori universali, il diritto naturale ecc..

La democrazia, senza mitizzare questi valori, senza farli diventare un mito impossibile, deve sempre tenere realisticamente conto delle sue possibilità effettive.

Tratto dall'intervista "Decostruzione e ripensamento delle categorie della politica" - Napoli, Vivarium, mercoledì 2 giugno 1993


Biografia di Roberto Esposito

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

Aforismi dello stesso autore

Tutti i diritti riservati