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Hans Georg Gadamer

Talete

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DOMANDA: Prof. Gadamer, dei filosofi greci vissuti prima di Socrate, si raccontano aneddoti talvolta irriverenti. Preso di mira è anche Talete, ce ne può parlare?

Di Talete sappiamo innanzitutto che egli era un cittadino di Mileto assai in vista, con grandi meriti: si dice che egli predisse un periodo di siccità, o viceversa un raccolto abbondante, e che perciò consigliasse di immagazzinare i prodotti, rendendosi pertanto benemerito per aver contrastato i pericoli di carestie. Negli occhi della tradizione greca, anche se non altrettanto in quelli della filosofia, egli fu un saggio. Di lui sappiamo anche qualcos'altro: che sviluppò un principio matematico a proposito dell'angolo retto e del triangolo.

Posso raccontare ancora una storia a proposito di Talete. Certe presentazioni sommarie utilizzano spesso volentieri un aneddoto che si racconta di Talete, per così dire al fine di riconoscere con soddisfazione il professore distratto persino nell'antichità più remota.

Si dice che Talete sarebbe caduto in un pozzo e che una servetta tracia lo avrebbe aiutato ad uscirne, visto che non ci riusciva da solo. La storia si sviluppa in un contesto teorico di critica ad un'esistenza assurdamente teoretica. Gli uomini pratici raccontano sempre volentieri strani aneddoti sugli uomini di pensiero e, com'è noto, appunto anche sui professori. Ma che cosa accadde realmente? Oggi lo sappiamo abbastanza precisamente. Naturalmente Talete non cadde nel pozzo, ma si calò in un pozzo secco perché questo era l'antico cannocchiale. Infatti grazie all'effetto di oscuramento e di schermaggio, reso possibile dalle pareti del pozzo, si può registrare con grande precisione l'orbita delle stelle che si trovano nella direzione di osservazione e si può inoltre vedere molto di più che non ad occhio nudo - una specie di vero e proprio cannocchiale greco. Quindi non si tratta affatto di un distratto caduto nel pozzo: sarà vero piuttosto - e allora questo evento è un aneddoto di gran lunga migliore per celebrare l'audacia teoretica - che ci si serve di un tale scomodo azzardo - come quello di calarsi in un pozzo - per poi rimettersi all'aiuto di qualcun altro per riuscirne.

Audacia teoretica e passione per il sapere trovano espressione in questo aneddoto quasi altrettanto efficacemente di come è espressa anche la voglia della tarda antichità di farsi beffe delle sue figure di saggi ritenuti un po' assurdi. Ma ora vedremo che questa ricca conoscenza del mondo, immagazzinata in innumerevoli resoconti, poi sviluppata da Anassimandro ed Anassimene - dalla Scuola di Mileto, come si disse - divenne certamente il presupposto primario affinché le questioni di fondo, le quali rappresentano da sempre un rompicapo per la riflessione umana, si indirizzassero a vie di soluzione razionale, facendo sempre più affidamento sul pensiero ed anzi sul pensiero concettuale.

La tradizione scritta dei greci fu senza dubbio segnata dalla registrazione delle epopee di Omero e di Esiodo. Ma certamente si è incominciato già nel periodo più antico a raccogliere trattati; in ogni caso si dice che Talete non avrebbe lasciato alcuno scritto, e nel suo caso ciò è molto attendibile.

Tratto dall'intervista "Le origini della filosofia in Grecia" - Fermo, Palazzo Caffarini Sassatelli, venerdì 3 aprile 1992

 


Biografia di Hans Georg Gadamer

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