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Aforismi

Ernesto Grassi

L'incontro con Martin Heiddeger

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L'anno 1929 è l'anno in cui Heidegger viene a Friburgo, e io mi ricordo il seminario sul libro gamma della Metafisica di Aristotele e l'incredibile capacità di quest'uomo, di Heidegger, della sua attività pedagogica. Io direi che come maestro la sua capacità era specialmente quella di obbligare all'ermeneia, alla interpretazione del testo, e quindi l'importanza dei suoi seminari, ancora più delle lezioni.

Un giorno andai da lui la sera e gli chiesi "Come va? Ricordo ancora: era nel "Rotenburgweg" un po' fuori di Friburgo, vicino alla Selva Nera, un grande temporale si avvicinava e gli chiesi: "Maestro come va?" e lui dice "Male", e io gli ho detto: "Perchè, per le Sue difficoltà col nazionalsocialismo? Guardi che non credo che sia qualche cosa di molto importante" - "No, no, perché sono stato obbligato ad uscire dalla commissione per l'edizione delle opere di Nietzsche" e dico: "Mi congratulo con Lei perché altri hanno dovuto dare le dimissioni, Walter Friederich Otto, Karl Reinhart - con i quali io avevo lavorato e fatto una serie di pubblicazioni - quindi mi congratulo con Lei". La sua risposta fu stranissima, disse: "No, le cose non sono così semplici"; e dico: "Ma perché?"; e lui: "Perché io ho lavorato ed ho fatto un abbozzo di lavoro, dell'ordinamento della 'Volontà di potenza' differente da quello che aveva fatto la sorella di Nietzsche e stamattina l'ho bruciato". Ma come mai - gli chiesi - perché? "Ich habe mich gerächt an der Nachwelt", "Mi sono vendicato di fronte alla posterità". Se non l'avessi vissuto non avrei creduto che fosse possibile una simile risposta.

Si vede anche in ciò questa stranissima posizione che ha Heidegger come carattere, e tanto più il suo atteggiamento - che fu una delle ragioni per la quale io mi allontanai da lui - di fronte agli ebrei, ma specialmente ad un ebreo che era il suo amico più intimo, Walter Willi Szilagyi un ungherese che lui stesso, all'inizio dei nostri incontri mi disse: "Questo è l'unico che mi conosce veramente e che comprende il mio pensiero". Willi Szilagyi fu poi il primo che prese la cattedra di Heidegger quando egli ebbe la proibizione di fare lezione.

Questo lasciar cadere un uomo che si era dedicato a lui completamente, semplicemente da un giorno all'altro, per ragioni politiche del momento, veramente mi lascia stupefatto.

Willi Szilagyi è stato straordinario: è andato di emigrazione in emigrazione e abbiamo pubblicato in Svizzera una raccolta di scritti dove comparve poi discorso di Heidegger, la sua lettera all'Umanesimo da un editore di Berna. E' incredibile vedere come Heidegger fosse capace di troncare un rapporto umano importantissimo! E tuttavai Willi Szilagyi, a differenza di Löwith, a differenza di Adorno non vuole mai partecipare alla polemica contro Heidegger, polemica che ebbe una grande importanza negli anni successivi.

Tratto dall'intervista "Ricordi di Husserl ed Heidegger" - Napoli, I.I.S.F., Palazzo Serra di Cassano, martedì 24 novembre 1987

 


Biografia di Ernesto Grassi

Leggi l'intervista da cui è stato tratto questo aforisma

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