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Aforismi

Mirko Grmek

La morte

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DOMANDA: Qual è attualmente, dal punto di vista giuridico, il criterio per accertare la morte di un individuo?

Dal punto di vista legale in quasi tutti i paesi oggi la definizione della morte è semplicissima: morta è una persona che è dichiarata da uno, due o tre medici morta. Dunque lo Stato e la più gran parte delle giurisprudenze e delle leggi per paura di essere superati dagli eventi non definiscono più la morte.

Mi spiego. Come si decideva prima che una persona è morta, i criteri della morte? I criteri della morte più antichi erano il respiro; l'assenza del respiro era il segno della morte. Poi i battiti del cuore: con l'invenzione di un apparecchio, lo stetoscopio, nell'800 si considerava che una persona vive finché batte il cuore. Ma con l'introduzione di apparecchi che aiutano la respirazione si può arrivare ad una situazione particolare in cui il corpo respira, il cuore batte, il sangue circola, però noi pensiamo che non c'è coscienza né pensiero, non c'è nessuna reazione del sistema nervoso centrale, il cervello è distrutto. Allora se noi possiamo considerare che una persona come persona sia viva se il suo rene è morto o se un altro organo è morto, ovviamente consideriamo come viva una persona alla quale è stata tagliata una gamba, è molto difficile immaginarsi e considerare come viva una persona nella quale il cervello è distrutto. Abbiamo allora i casi di queste persone.

Il professor Molarek una volta ha presentato un paziente, il quale essendo negli apparecchi che aiutavano la sua sopravvivenza, funzionava dal punto di vista vegetativo, tutte le funzioni andavano però aveva un cervello distrutto. Lui aveva detto che si trattava di un caso di coma depassé, coma oltrepassato; come dire, non si osava dire che era morto, non si diceva perché la persona ancora aveva queste reazioni vitali. Oggi in questi casi si parla di morte cerebrale e si considera come la morte, e si deve considerare così per ragioni essenzialmente pratiche.

DOMANDA: Lei ha parlato di criteri giuridici. Quali sono invece i criteri medici che vengono utilizzati per accertare la morte di un individuo?

Il criterio fondamentale è l'attività elettrica del cervello che in pratica vuol dire elettroencefalogramma piatto, però l'importante non è dire che una persona si trova in uno stato in cui c'è una perdita di coscienza ma che questa perdita di coscienza è irreversibile, cioè che non c'è nessuna speranza che la persona torni in vita ed in un certo senso non esiste in pratica l'accertamento della morte, se non se uno si taglia la testa o distrugge con un trauma terribile il cervello; si tratta quasi sempre di una prognosi di morte, di una predizione dell'impossibilità del ritorno alla vita, alla attività cosciente, e si sono visti casi eccezionali di ritorno alla attività cerebrale anche quando l'elettroencefalogramma era piatto, e per questo si richiede che questo succeda (l'elettroencefalogramma piatto) anche senza che siano stati presi barbiturici ed in certe altre condizioni.

Devo dire che questa diagnosi precoce è importante, perché ovviamente si può avere la certezza se si aspetta qualche giorno, quando cominciano i processi di putrefazione del cadavere, qui la diagnosi è sicurissima. Il problema si pone oggi nei nostri giorni perché noi abbiamo bisogno di fare la diagnosi di morte anche quando non si è arrivati all'ultima parte di questo processo; se noi consideriamo la morte come processo solo quando l'ultima cellula dell'organismo è morta il cadavere è veramente completo, ma noi vogliamo determinare il momento in cui la distruzione è arrivata al punto tale che non si può più tornare indietro.

Tratto dall'intervista "La morte" - Roma, Museo etrusco, Villa Giulia, lunedì 19 giugno 1989

 


Biografia di Mirko Grmek

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