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Tommaso d'Aquino

Roccasecca (presso Cassino), 1225/1226 - 1274

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Tommaso dei conti di Aquino nacque a Roccasecca (nei pressi di Cassino) nel 1225 o 1226. La sua prima educazione si svolse nel chiostro di Montecassino. Nel 1243, a Napoli, dove stava frequentando la facoltà delle arti, entrò nell'ordine dei domenicani, nonostante l'opposizione dei genitori; si trasferì poi nello studio dei frati predicatori di Parigi, dove divenne scolaro di Alberto Magno, che seguì fino a Colonia nel 1248. Nel 1252 tornò a Parigi, dando inizio al suo insegnamento universitario: commentò allora la Bibbia e le Sentenze di Pier Lombardo. Nel 1256 divenne maestro reggente di teologia. in questi anni scrive il De ente et essentia, i commenti alle Sentenze, al De Trinitate di Boezio e al De divinis nominibus di Dionigi l'Areopagita. Osteggiato dai maestri secolari dell'università parigina, Tommaso scrisse l'opuscolo Contro coloro che contrastano il culto e la religione di Dio. Il papa sembrò dapprima dar ragione ai maestri secolari; ma l'anno dopo decise la disputa in modo favorevole agli ordini mendicanti. Tommaso fu allora nominato, insieme col suo amico Bonaventura, maestro nell'Università di Parigi (1257). Nel 1259, Tommaso lasciò Parigi e ritornò in Italia, dove nel 1265 ebbe l'incarico di ordinare gli studi dell'ordine a Roma e fu teologo della corte pontificia. A questo periodo appartengono le sue opere maggiori: la Somma contro i Gentili, la I e II parte della Somma teologica. Nel 1269 è di nuovo a Parigi, dove per un triennio tenne la sua cattedra di maestro di teologia. Contro il diffondersi dell'aristotelismo averroistico, per opera soprattutto di Sigieri di Brabante, scrisse l'opera Sull'unità dell'intelletto contro gli averroisti. Nel 1272 ritornò in Italia, su sollecitazione di Carlo d'Angiò, per fondare a Napoli il nuovo Studio teologico domenicano. Nel gennaio 1274, designato da Gregorio X, partiva per recarsi al Concilio di Lione. Durante il viaggio le sue condizioni di salute peggiorarono; trasportato nel chiostro cistercense di Fossanova (presso Terracina), vi morì il 7 marzo 1274.
Oltre a quelle citate, tra le altre opere di Tommaso si possono menzionare: I Commenti alle principali opere di Aristotele (Fisica, Metafisica, De caelo, Etica Nicomachea), le Quaestiones disputatae e Il governo dei principi.

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