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Auguste Comte

Montpellier, 1798 - 1857

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Nato a Montpellier il 17 gennaio del 1798, Auguste Comte studiò all'École Polytechnique di Parigi e fu dapprima insegnante privato di matematica. Discepolo e poi collaboratore di Saint-Simon, si allontanò dalle sue posizioni con lo scritto del 1822, Piano dei lavori scientifici necessari per riorganizzare la società. Qualche anno dopo rompeva con Saint-Simon, procedendo ad un'elaborazione autonoma della sua filosofia, interrotta tra il 1826 e il 1827 da una grave crisi nervosa che lo portò a tentare il suicidio e che superò grazie alla «potenza intrinseca della sua organizzazione». Nel 1830 uscì il primo volume del Corso di filosofia positiva e successivamente sino al 1842 gli altri cinque. Nel 1833 ottenne un incarico di matematica all'École Polytechnique, che perdette dopo la pubblicazione dell'ultimo volume del Corso per l'ostilità che avevano incontrato negli ambienti accademici le idee che vi erano esposte. Comte visse da allora in poi e sino alla morte con aiuti e sussidi di amici e discepoli, avendo anche rinunziato ad ogni provento delle sue opere. Separato dalla moglie, dopo una seconda crisi nervosa, conobbe nel 1845 Clotilde de Vaux, con la quale visse per qualche mese in perfetta comunione spirituale e che, dopo morta (1846), Comte continuò a considerare come l'ispiratrice della sua opera. L'orientamento religioso del suo pensiero si accentuò dopo di allora, fino a diventare dominante nella seconda opera capitale, il Sistema di politica positiva o Trattato di sociologia che istituisce la religione dell'umanità (4 voll., 1851-1854). In questa seconda fase del suo sviluppo Comte si pone come compito quello di trasformare la filosofia in religione, come nella prima aveva trasformato la scienza in filosofia e si presenta come il profeta di una nuova religione, di cui formula un catechismo (Catechismo positivista, 1852) e di cui fissa le feste e le regole del culto (Calendario positivista, 1860). Muore a Parigi il 5 settembre 1857. Benché l'indirizzo mistico dei suoi ultimi anni non abbia trovato seguito tra i suoi continuatori più importanti (Ernest Renan, Thadée Ribot, Hippolyte Taine, Émile Littré e in ambito anglosassone John Stuart Mill ed Herbert Spencer), ha ispirato diverse sette in Francia, in Inghilterra e soprattutto in America.

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