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Sigmund Freud

Freiberg, 1856 - 1939

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Sigmund Freud è nato a Freiberg, oggi Pribor, in Moravia (Cecoslovacchia) il 6 maggio 1856 ed è morto a Londra il 23 settembre 1939. Nel 1860 il padre Jacob, commerciante ebreo, in seguito a una crisi economica, si trasferì a Vienna, città in cui Freud visse fino al 1938, quando l'annessione dell'Austria alla Germania hitleriana lo costrinse a emigrare a Londra. Nel 1881 si laureò in medicina all'Università di Vienna (dove aveva ascoltato anche le lezioni di filosofia di Brentano) e continuò la sua attività di studio e di ricerca con E. W. von Brücke, e quindi con T. H. Meynert (fisiologia, ipnosi, neuropatologia). Nel 1885 conseguì la libera docenza e ottenne una borsa di studio che gli permise di seguire i corsi di J. M. Charcot presso la Salpêtrière a Parigi. Nel 1886, dopo il matrimonio con Martha Bernays, Freud aprì un gabinetto privato per la cura delle malattie nervose. Lavorando in base all'ipotesi dell'eziologia sessuale dell'isteria, formula nel 1893 la teoria della seduzione infantile che abbandonerà quattro anni dopo. Appartengono a questo periodo la collaborazione con Josef Breuer il cui risultato sono gli Studi sull'isteria del 1895 e l'autoanalisi testimoniata dal carteggio con Wilhelm Fliess. Nel decennio successivo, con L'interpretazione dei sogni (1900), la Psicopatologia della vita quotidiana (1901) e i Tre saggi sulla teoria sessuale, (1905), Freud perviene a una prima teoria dell'inconscio, incentrata sulle nozioni di sogno, atto mancato e sintomo nevrotico. Una posizione centrale nello psichismo inconscio, sia rispetto alla formazione delle convinzioni morali, sia nella genesi delle nevrosi è occupata dal complesso di Edipo, cioè dal rapporto col padre che verrà indagato da Freud a livello antropologico in Totem e tabù (1913), nel mito del parricidio originario. Negli anni '10 Freud, accanto alla riflessione sulle sue scoperte (Metapsicologia,1915), inizia un'intensa attività di conferenziere consegnata nelle lezioni di Introduzione alla psicoanalisi, 1915-17 e 1932). Sono gli anni della vittoria sulle «resistenze alla psicoanalisi». Con Al di là del principio di piacere (1920) eL'Io e l'Es (1922) inizia una nuova fase di ricerche, che mettono in gioco il concetto di pulsione di morte e mostrano l'io come funzione emergente da un crogiuolo di pulsioni, il cui carattere pre-personale Freud esprime con il pronome neutro es. Psicologia di massa e analisi dell'io, (1921),L'avvenire di un'illusione (1927), Il disagio della civiltà (1929), L'uomo Mosè la religione monoteistica (1934-38) sono le opere più rappresentative dell'ultimo periodo - ma vanno ricordati anche scritti tecnici come Inibizione, sintomo e angoscia (1926), Analisi terminabile e analisi interminabile (1937) e Costruzioni nell'analisi (1937).

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