VITA
Armando Rigobello, nato a Badia Polesine il 3 febbraio 1924, è stato allievo, a Padova,
di Luigi Stefanini. Borsista della "Alexander von Humboldt" Stiftung a Monaco di
Baviera, ha occupato dal 1963 al 1974 le cattedre di Storia della filosofia e di Filosofia
morale dell'Università di Perugia e dal 1974 al 1982 è stato professore ordinario di
Storia della filosofia presso l'Università di Roma. Attualmente insegna Filosofia morale
nella II Università di Roma. Già presidente della Società filosofica italiana, è
membro del Consiglio scientifico dell'Istituto Banfi di Reggio Emilia, della Fondazione
Collegio "San Carlo" di Modena, dell'Istituto Internazionale "J.
Maritain" e del Consiglio Nazionale della Scienza e della Tecnica presso il Ministero
dell'Università e Ricerca Scientifica .
OPERE Il contributo filosofico di E. Mounier, Roma 1955; La storia nella coscienza
della gioventù, Roma 1955; L'itinerario speculativo dell'umanesimo contemporaneo, Padova,
1958; Introduzione ad una logica del personalismo, Padova 1958; Albert Camus,
Napoli, 1963; I limiti del trascendentale in Kant, Milano 1963; Legge morale e
mondo della vita, Roma, 1968; Struttura e significato, Padova, 1971; Modelli
storiografici di educazione morale, Chiaravalle, 1972; Linee per una antropologia
prescolastica, Padova, 1972; Dal romanticismo al positivismo, Milano, 1975; Il
personalismo, Roma, 1975; L'impegno ontologico, Roma, 1977; Il futuro della
libertà, Roma, 1978; Perchè la filosofia, Brescia 1980; Il messaggio di
Socrate, Brescia, 1982; Kant. Che cosa posso sperare, Roma, 1983; L'immortalità
dell'anima, Brescia, 1987; Autenticità nella differenza, Roma, 1989;
Persona e comunità di persone, In AA.VV, A partire da Kant, Milano, l989; Responsabilità
e cultura, in AA.VV., Etica e società contemporanea, II, Roma, 1992, pp. 7-17.
PENSIERO
Da un punto di vista storiografico, Armando Rigobello si è interessato soprattutto al
personalismo francese di ispirazione cristiana e al pensiero di Kant del quale ha
approfondito la nozione di "trascendentale" e la problematica etico-religiosa. I
suoi principali interessi teorici vanno verso la fenomenologia intesa come ermeneutica
della realtà personale e dell'esperienza morale. In questo contesto ha elaborato una
nozione di "differenza" come diversità, condizione di pluralismo e
rivendicazione della "persona" contro ogni pretesa totalizzante. La
"differenza" indica, così, uno statuto ontologico, un invito morale e un
criterio di interpretazione di aspetti costanti dell'esperienza umana: il piacere e il
dolore, la morte e la speranza di immortalità, l'intimità dei rapporti interpersonali.
Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: