VITA
Carlo Tullio-Altan è nato a San Vito al Tagliamento (PN) il 30 marzo del 1916. Dopo aver
fatto studi storico-giuridici al fine di intraprendere la carriera diplomatica, ha preso
parte alla Seconda Guerra Mondiale prima come ufficiale dell'esercito in Albania, poi come
partigiano in Italia. L'incontro con Croce, nel l945, è stato determinante per la
prosecuzione dei suoi studi e la pubblicazione dei primi saggi. Dopo la morte di Croce,
nel 1953, Tullio-Altan si è dedicato ad una ricerca di storia delle religioni e di
etnologia comparata che gli ha aperto la strada dell'insegnamento universitario con un
incarico di Antropologia Culturale, alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pavia, e
successivamente alla Facoltà di Sociologia di Trento, poi, come ordinario della stessa
materia, alla Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" di Firenze, e dal
1978 nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste, della quale è
attualmente professore emerito.
OPERE
Nel corso della sua attività di studio ha pubblicato una serie di volumi, fra i quali: Lo
spirito religioso del mondo primitivo, Il Saggiatore, Milano, l960 Antropologia
funzionale, Bompiani, Milano, 1968; Manuale di Antropologia Culturale,
Bompiani, Milano, 1971; con alberto marradi, Valori, classi sociali e scelte politiche,
Bompiani, Milano, l976; con roberto cartocci, Modi di produzione e lotta di classe in
Italia, Mondadori-Isedi, l979; Antropologia, storia e problemi, Feltrinelli,
Milano, l983; La nostra Italia, Feltrinelli, Milano, l986; Populismo e
trasformismo, Feltrinelli, Milano, 1989; Soggetto, simbolo e valore,
Feltrinelli, Milano, 1992; Ethnos e Civiltà, Feltrinelli, Milano, 1995.
PENSIERO
Sollecitato dalla lettura de Il mondo magico di Ernesto De Martino,Tullio-Altan ha
rivolto da prima i suoi interessi a una trattazione organica dell'antropologia culturale.
Nel campo della ricerca applicata ha poi condotto una vasta e pluriennale indagine sui
valori e gli atteggiamenti della gioventù italiana degli anni Settanta. I problemi aperti
da queste ricerche sono all'origine di una successiva nuova indagine storico-culturale
sullo spirito pubblico in Italia, che lo ha messo da ultimo di fronte alla necessità di
ripensare l'esperienza simbolica nella sua specificità e per la sua incidenza sugli
eventi della storia, sul costume dei popoli e sulla loro identità etnica.
I suoi studi più recenti sono dedicati all'elaborazione di un idealtipo dell'ethnos,
analizzato nelle sue cinque componenti: epos, ethos, logos, genos e topos,
allo scopo di trovare una soluzione scientifica sul piano dell'antropologia, al conflitto
tra i vari etnocentrismi e l'esigenza di un nuovo ordine internazionale.
Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: