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Nato a Budapest il 13 aprile 1885, György Lukács da giovane si occupa di teatro e di letteratura. Dopo i primi studi a Budapest, dove si laurea nel 1906, si trasferisce in Germania, in un primo tempo a Berlino e poi ad Heidelberg. Nel 1911 appare la sua prima raccolta di saggi in lingua tedesca, L'anima e le forme, che si incentra sulla contrapposizione fra arte e scienza, e reca un forte influsso kierkegaardiano. Dal 1912 vive ad Heidelberg, ove subisce l'influsso culturale del neocriticismo e dello storicismo, soprattutto di Weber. Fra il 1914 e il 1915 scrive La teoria del romanzo. Lo scoppio della prima guerra mondiale determina in Lukács una crisi ideale e politica che lo porta ad avvicinarsi al marxismo e ad iscriversi al Partito Comunista ungherese (1918). Nel 1919 partecipa alla repubblica sovietica di Béla Kun. In seguito al suo fallimento, il filosofo si rifugia a Vienna, dove nel 1923 appare Storia e coscienza di classe, volto a riguadagnare il nesso teoria-prassi nel marxismo e a sottolineare la continuitŕ della linea Hegel-Marx. Le opere lukacsiane piů importanti sono databili intorno agli anni quaranta. A questo periodo risalgono infatti Goethe e il suo tempo (1947), e Il giovane Hegel e i problemi della societŕ capitalistica (1948), dove viene salvato il movimento dialettico della filosofia hegeliana, mentre viene ripudiato l'idealismo. Nel 1954 appare La distruzione della ragione, che costituisce uno degli scritti piů noti (e polemicamente discussi) della storiografia filosofica contemporanea. In quest'opera Lukács accusa di «irrazionalismo» una «famiglia» di filosofie accomunate dall'assenza del pensiero dialettico. All'apice di questo processo di «distruzione della ragione» viene collocato il nazi-fascismo. L'apporto culturale di Lukács č notevole anche nel campo della riflessione sulla letteratura e sull'arte, dove ha fondato una vera e propria estetica marxista. A questo proposito i suoi lavori piů importanti sono: Teoria del romanzo (1920); Saggi sul realismo (1948-1955); Thomas Mann (1949); Realisti tedeschi del XIX secolo (1951); Contributi alla storia dell'estetica (1954); Il romanzo storico (1955); Sulla categoria della particolaritŕ (1957) e la grande Estetica (1963). Lukács trascorre gli ultimi anni della sua vita a Budapest, dopo un lungo esilio, e qui scrive, oltre all'Estetica, anche l'Ontologia dell'essere sociale. Muore a Budapest il 4 giugno 1971. Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: Brani antologici Tutti i diritti riservati |