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Alfred Jules Ayer nacque a Londra il 29 ottobre 1910. Cominciò i suoi studi a Oxford, dove si interessò ai problemi della percezione, a contatto con l'empirista Henry H. Price. Nel 1932 compì un soggiorno di studi a Vienna, dove assorbì le idee dell'empirismo logico, 1989), di cui contribuì a diffondere le idee in Inghilterra con la sua opera più nota: Linguaggio, verità e logica (1936). In essa Ayer adotta la distinzione introdotta da Hume tra asserzioni che enunciano relazioni fra idee e asserzioni che esprimono giudizi di fatto, e pone a fondamento della propria analisi il principio neoempiristico di verificazione secondo il quale un'asserzione sintetica non è dotata di significato se non è possibile stabilire, in base all'osservazione, la sua verità o la sua falsità. Formula inoltre una teoria metaetica di tipo emotivistico. Dal 1946 è professore di filosofia e logica presso l'Università di Londra e dal 1959 insegna anche al New College di Oxford. In questo periodo pubblica I fondamenti della conoscenza empirica (1940), i Saggi filosofici (1954), Il problema della conoscenza (1956), Il concetto di persona e altri saggi (1964), avvicinandosi alla filosofia del linguaggio ordinario, sia pur opponendosi alle posizioni dell'ultimo Wittgenstein e dei suoi seguaci. Tra le sue ultime opere, sono degne di menzione: Bilancio filosofico (1973), Probabilità ed evidenza (1979), La filosofia del Novecento (1982) e due monografie dedicate a Wittgenstein e Voltaire (1985). Ayer muore a Londra il 27 giugno 1989. Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: Brani antologici Tutti i diritti riservati |