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Roberto Esposito

1950

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VITA
Nato nel 1950, Roberto Esposito si è laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "Federico II" di Napoli. Attualmente è Professore ordinario di Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli nonché Direttore del Dipartimento di Filosofia e Politica dello stesso Istituto. È stato direttore responsabile e membro della direzione della rivista di filosofia politica "Il Centauro", dal 1981 fino alla chiusura della testata nel 1986. È condirettore della rivista "Filosofia Politica", dalla sua fondazione nel 1987 ed è stato tra i fondatori del centro per la Ricerca sul Lessico Politico Europeo (con sede a Bologna). È consulente editoriale e scientifico della rivista 'Micromega", dirige la collana di filosofia politica "Teoria e oggetti" delle edizioni Liguori e condirige la collana "Per la storia della filosofia politica" per l'editore Franco Angeli. Collabora con Einaudi, Il Mulino, Bollati Boringhieri, Bruno Mondadori e Donzelli.

OPERE
La prima fase della sua produzione, dopo una serie di saggi "giovanili", dedicati alla letteratura italiana tra gli anni Trenta e Sessanta di questo secolo, comprende i tre volumi: Vico e Rousseau e il moderno Stato borghese, De Donato, Bari, 1976; La politica e la storia. Machiavelli e Vico, Liguori, Napoli, 1980; Ordine e conflitto. Machiavelli e la letteratura politica del Rinascimento, Liguori, Napoli, 1984; Categorie dell'Impolitico, Il Mulino, Bologna, 1988; Nove pensieri sulla politica, Il Mulino, Bologna, 1993; L'origine della politica. Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma, 1996; Communitas: origine e destino della comunità, Einaudi, Torino, 1998. Ha curato: La pluralità irrappresentabile: il pensiero politico di Hannah Arendt, Quattro venti, Urbino, 1987. Va inoltre segnalata un'antologia del pensiero "impolitico" dal titolo Oltre la politica, Bruno Mondadori, Milano, 1996.

PENSIERO
Il presupposto della sua ricerca filosofica è costituito dal rilevamento della consunzione del tradizionale lessico della politica e dalla consapevolezza della necessità di una sua diversa formulazione. Tale formulazione, tuttavia, non conduce ad un abbandono definitivo delle grandi parole della filosofia politica occidentale, ma si orienta ad un confronto storico e teroretico con esse, elaborando un'interrogazione radicale delle categorie politiche classiche con l'attenzione rivolta al loro lato ancora "impensato". Ne risulta un panorama interpretativo situato all'incrocio di campi concettuali e linguistici differenti: la filosofia, l'antropologia, la letteratura e la teologia. Attualmente Esposito lavora in una doppia direzione di ricerca: da un lato una riflessione sul tema dell'origine della politica, attraverso la disamina critica delle sue categorie, immagini, e metafore; dall'altro una ridefinizione concettuale dell'idea di comunità al di fuori da qualsiasi richiamo a comunitarismi passati e presenti, rivolta piuttosto a quegli autori - da Rousseau a Kant a Heidegger - in cui prevale una concezione della comunità come legge comune dell'"essere-insieme", ma anche la consapevolezza tragica della sua irrealizzabilità politica.


Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche:

Trasmissioni

Aforismi

Interviste

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