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Charles Sanders Peirce

Cambridge, 1839 - 1917

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Charles Sanders Peirce nacque a Cambridge, nel Massachusetts, il 10 settembre 1839. Il padre, Benjamin, era un famoso matematico dell'Università di Harvard: a lui il figlio dovette la sua formazione logico-matematica. Dopo aver frequentato Harvard per due anni, lavorò dal 1859 al 1891 per il Servizio geodesico e costiero degli Stati Uniti. Tentò invano di ottenere una cattedra universitaria di logica, la disciplina di cui, più di tutte, si considerava un cultore. Riuscì ad ottenere comunque incarichi temporanei di insegnamento presso la John Hopkins University di Baltimora, il Lowell Institute di Boston e la stessa Università di Harvard. Durante la sua vita, non riuscì mai a pubblicare un libro, nonostante l'interessamento del padre e dell'amico William James; l'unica opera da lui portata a termine fu La grande logica, anch'essa comunque rimasta inedita. Nel 1891 ricevette una modesta eredità, grazie alla quale si ritirò a Milford, recandosi saltuariamente ad Harvard per alcuni corsi universitari. Trascorse in isolamento e in povertà gli ultimi anni della sua vita, lasciando un'ingente massa di manoscritti, acquistati dall'Università di Harvard e raccolti, a partire dal 1935, nei Collected Papers. I suoi contributi - sia i pochi articoli pubblicati, sia l'immensa mole dei manoscritti - sono di decisiva importanza per molti settori della filosofia; in primo luogo vanno menzionati gli scritti in cui viene sostanzialmente inaugurata la corrente filosofica poi nota come «pragmatismo» (anche se Peirce poi preferì il termine «pragmaticismo», per distinguersi da James), tra cui Il fissarsi della credenza (1877) e Come rendere chiare le nostre idee (1878); di grande rilievo sono poi gli scritti di logica, in cui Peirce sviluppa i temi della corrente algebrista di Boole e De Morgan, proponendo un originale calcolo delle relazioni. Negli ultimi decenni hanno suscitato grande interesse anche i suoi scritti di semiotica, disciplina di cui è considerato uno dei padri fondatori. Infine, le sue indagini di filosofia della scienza (leggi dell'ipotesi o abduzione, concetto di fallibilismo, ecc.) costituiscono anch'esse una parte notevolmente originale del suo pensiero.
Morì a Milford il 19 aprile 1917.

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