VITA
Nato a Vienna il 28 luglio 1902, Karl Raimund Popper, attratto negli anni Venti dalle idee
socialiste, che poi rifiuterà, è ammesso, come assistente sociale, all'Istituto
pedagogico di Vienna, da cui esce abilitato nel l927. Sono anni in cui fa molte esperienze
intellettuali (musica, fisica, matematica, politica) e lavora per un certo periodo presso
la clinica di consulenza per l'infanzia di Alfred Adler. Nel 1928 si laurea in filosofia
con lo psicologo Karl Bühler e l'anno seguente ottiene la qualifica di insegnante di
matematica e fisica nelle scuole medie, dove insegnerà dal l930 al l936. Benché non
fosse membro del Wiener Kreis, Popper intrattiene rapporti con Hans Hahn, Rudolf
Carnap, e Herbert Feigl, con Otto Neurath che aveva conosciuto nel Biennio Rosso
(l9l9-20), e più tardi con Kurt Gödel e Alfred Tarski. Dopo l'occupazione nazista
dell'Austria, per la sua origine ebraica, emigra in Nuova Zelanda, dove insegna, dal l937
al l945, al Canterbury University College di Christchurch. All'inizio del 1946 accetta il
lettorato di logica e poi di metodologia alla London School of Economics dove, nel l949,
diventa professore ordinario e successivamente capo del Dipartimento di Filosofia. che
lascia, nel 1969, non senza aver formato numerosi allievi, tra cui Paul K. Feyerabend e
Imre Lakatos che, pure, in futuro lo criticheranno senza indulgenza. Negli anni Cinquanta
Popper ha avuto numerosissimi riconoscimenti per la sua attività di ricerca: dalla nomina
a membro della Royal Society sino all'investitura del titolo di baronetto nel 1965. È
morto nel l994.
OPERE
La bibliografia delle opere di K. Popper è raccolta da T. E. Hansen, Bibliography of
the Writings of Karl Popper nel volume curato da P. A. Schilpp, The Philosophy of
K. Popper, vol. I, La Salle, 1974. pp. 1199- 1287. Tra le sue opere principali,
tradotte in italiano, ricordiamo: Scienza e filosofia, Torino, l969;Logica della
scoperta scientifica, Torino, 1970; Congetture e confutazioni, Bologna, 1972; Epistemologia,
razionalità e libertà, Roma, 1972; La società aperta e i suoi nemici, 2
voll., Roma, 1973; Miseria dello storicismo, Milano, 1975; Conoscenza oggettiva,
Roma, l975; La ricerca non ha fine. Autobiografia intellettuale, Roma 1976; (con J.
C. Eccles) L'io e il suo cervello, 3 voll., Roma 1982; (con H. Marcuse) Rivoluzione
o riforme?, Roma 1983; Società aperta, universo aperto, Roma 1984; Poscritto
alla logica della scoperta scientifica, Milano, 1984; I due problemi fondamentali
della teoria della conoscenza, Milano, 1987; La lezione di questo secolo,
Venezia, 1992; Una patente per fare TV, in K. R. Popper - J. Contry, Cattiva
maestra televisione, Roma, 1994; Verso una teoria evoluzionistica della conoscenza,
Roma, 1994; Il mito della cornice, Bologna, 1996; Tre saggi sulla mente umana,
Roma, 1996.
PENSIERO
Alla base del "razionalismo critico" di Popper c'è il principio di
"falsificabilità" che egli oppone a quello di «verificabilità» del
neopositivismo viennese: nessuna teoria può essere fondata conclusivamente
sull'esperienza (induzione), perché può sempre intervenire un dato osservativo che
falsifica l'ipotesi scientifica. Ciò conduce, in ambito epistemologico, ad una concezione
fallibilistica della ricerca scientifica e in ambito filosofico ad un nuovo criterio di
demarcazione tra scienza e metafisica, per cui è scientifica un'asserzione suscettibile
di "falsificazione" e metafisica un'asserzione che non lo è. Attirato
dall'ideale socialista, Popper diviene presto scettico sul carattere scientifico del
marxismo e sulla sua legittimità etica, interpretandolo come modello di "società
chiusa", a cui oppone l'ideale liberale di una "società aperta", senza
abbandonare l'idea di giustizia sociale e un certo ottimismo riformista.
Contributi dell'autore all'Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche: