Anima mia, ricordi (era un mattino
bello d'estate, e cosí dolce) quello
che vedemmo alla svolta d'un sentiero?
Un'infame carogna, sopra un letto
fatto di sassi, con le zampe in aria
come lasciva femmina, [...]
Si, tale tu sarai, di tutte grazie
regina, quando dopo i sacramenti
estremi, te ne andrai sotto le piante
grasse, frammezzo alle ossa a imputridire,
sotto l'erba. Ma allora di', mia bella,
di' pure ai vermi che ti mangeranno
di baci, che geloso ho conservato
di tutti quanti i decomposti amori
in me la forma e la divina essenza
(Ch. Baudelaire, I fiori del male. I relitti. Supplemento ai Fiori del male, a
cura di L. De Nardis. Saggio introduttivo di E. Auerbach, Milano, Feltrinelli, 1983, pp.
55-57)