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Alfred Jules Ayer

La funzione "emotiva" dei simboli etici

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La presenza del simbolo etico nella proposizione non aggiunge nulla al suo contenuto fattuale. Così, per esempio, se dico a qualcuno: "Hai agito male rubando quel denaro," non sto dicendo nulla di piú che se avessi detto semplicemente: "Hai rubato quel denaro." Aggiungendo che questa azione è male, non faccio nessun'altra affermazione in proposito. Vengo semplicemente a mettere in evidenza la mia disapprovazione morale del fatto[...] Il tono di ripugnanza o i punti esclamativi non aggiungono nulla al significato letterale dell'enunciato. Servono solo a mostrare che in chi parla l'espressione dell'enunciato si accompagna a certi sentimenti. [...] in tutti i casi in cui comunemente si direbbe che viene compiuto un giudizio etico, la funzione della parola di specifico rilievo etico è puramente "emotiva." La si impiega per esprimere un sentimento verso certi oggetti, non per fare qualche asserzione in proposito.

(Alfred J. Ayer, Linguaggio, verità e logica, trad. it. di G. De Toni, Feltrinelli, Milano, 1987, pp. 136-138)


Biografia di Alfred Jules Ayer

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