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Aristotele

Giustizia ed eguaglianza

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Poiché l'uomo ingiusto è colui che non osserva l'uguaglianza e ciò che è ingiusto è ineguale, è chiaro che esiste anche una via di mezzo di ciò che è ineguale: questa è l'uguaglianza poiché in qualsiasi azione esista il più e il meno, vi esiste anche l'uguale. Se dunque ciò che è ingiusto è ineguale, ciò che è giusto è uguale; il che appunto è comunemente riconosciuto da tutti anche senza un ragionamento. E poiché l'uguale si trova in una posizione intermedia, anche ciò che è giusto sarà un medio. Ma ciò che è uguale si trova almeno di due termini. È pertanto necessario che ciò che è giusto sia medio uguale e in rapporto a qualcosa, cioè sia giusto per qualcuno; e in quanto medio, che lo sia tra alcune cose (cioè il più e il meno) e in quanto uguale, per due cose, in quanto giusto, per alcune persone.[...] E l'uguaglianza per coloro per i quali è giusto e per le cose nelle quali è giusto sarà la stessa: quale è il rapporto che esiste tra queste ultime cose,[...] tale è il rapporto esistente tra le persone.

(Aristotele, Etica Nicomachea, in L. Caiani, (a cura di), Etiche di Aristotele, U.T.E.T., Torino, 1996, pp. 314-316)


Biografia di Aristotele

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