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Agostino

Unde malum?

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Donde viene dunque il male? Forse che la materia usata era cattiva ed egli, nel darle una forma ed un ordine vi lasciò qualche parte che non cambiò in bene? E perché mai sarebbe successo questo? Non era forse in suo potere, lui che è l'onnipotente, convertirla e trasformarla in maniera che non vi restasse alcunché di male?[...] O se non era giusto che colui che è buono non creasse e non costruisse qualche cosa di buono, non avrebbe forse dovuto sopprimere ed annientare questa materia cattiva, per fondarne una buona, da cui trarre poi ogni realtà?[...]Tali erano i pensieri che rimescolavo nel mio povero cuore, già appesantito da preoccupazioni assai pungenti, ispirate dalla paura della morte e dalla mia impotenza nel trovare la verità. Eppure in questo cuore restava solidamente radicata la fede in Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Salvatore, così come la professa la chiesa cattolica; fede senza alcun dubbio ancora rozza su molti punti e fluttuante, oltre il limite della giusta dottrina; però il mio spirito non l'abbandonava, anzi se ne impregnava ogni giorno di più.

Agostino, Soliloqui e Confessioni, a cura di A. Moda, Torino, UTET, pp. 411-413


Biografia di Agostino

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