Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche
www.filosofia.rai.it
Search RAI Educational
La Città del Pensiero
Le puntate de Il Grillo
Tommaso:
il piacere di ragionare
Il Cammino della Filosofia
Aforismi
Tv tematica
Trasmissioni radiofoniche
Articoli a stampa
Lo Stato di Salute
della Ragione nel Mondo
Le interviste dell'EMSF
I percorsi tematici
Le biografie
I brani antologici
EMSF scuola
Mappa
© Copyright
Rai Educational
 

Brani

Dante Alighieri

Il folle volo

Documenti correlati

79  

«O voi che siete due dentro ad un foco,

80  

s'io meritai di voi mentre ch'io vissi,

81  

s'io meritai di voi assai o poco

 

82  

quando nel mondo li alti versi scrissi,

83  

non vi movete; ma l'un di voi dica

84  

dove, per lui, perduto a morir gissi».

 

85  

Lo maggior corno de la fiamma antica

86  

cominciò a crollarsi mormorando

87  

pur come quella cui vento affatica;

 

88  

indi la cima qua e là menando,

89  

come fosse la lingua che parlasse,

90  

gittò voce di fuori, e disse: «Quando

 

91  

mi diparti' da Circe, che sottrasse

92  

me più d'un anno là presso a Gaeta,

93  

prima che sì Enea la nomasse,

 

94  

né dolcezza di figlio, né la pieta

95  

del vecchio padre, né 'l debito amore

96  

lo qual dovea Penelopé far lieta,

 

97  

vincer potero dentro a me l'ardore

98  

ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,

99  

e de li vizi umani e del valore;

 

100  

ma misi me per l'alto mare aperto

101  

sol con un legno e con quella compagna

102  

picciola da la qual non fui diserto.

 

103  

L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,

104  

fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,

105  

e l'altre che quel mare intorno bagna.

 

106  

Io e ' compagni eravam vecchi e tardi

107  

quando venimmo a quella foce stretta

108  

dov'Ercule segnò li suoi riguardi,

 

109  

acciò che l'uom più oltre non si metta:

110  

da la man destra mi lasciai Sibilia,

111  

da l'altra già m'avea lasciata Setta.

 

112  

O frati, dissi che per cento milia

113  

perigli siete giunti a l'occidente,

114  

a questa tanto picciola vigilia

 

115  

d'i nostri sensi ch'è del rimanente,

116  

non vogliate negar l'esperienza,

117  

di retro al sol, del mondo sanza gente.

 

118  

Considerate la vostra semenza:

119  

fatti non foste a viver come bruti,

120  

ma per seguir virtute e canoscenza.

 

121  

Li miei compagni fec'io sì aguti,

122  

con questa orazion picciola, al cammino,

123  

che a pena poscia li avrei ritenuti;

 

124  

e volta nostra poppa nel mattino,

125  

de' remi facemmo ali al folle volo,

126  

sempre acquistando dal lato mancino.

 

127  

Tutte le stelle già de l'altro polo

128  

vedea la notte e 'l nostro tanto basso,

129  

che non surgea fuor del marin suolo.

 

130  

Cinque volte racceso e tante casso

131  

lo lume era di sotto da la luna,

132  

poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

 

133  

quando n'apparve una montagna, bruna

134  

per la distanza, e parvemi alta tanto

135  

quanto veduta non avea alcuna.

 

136  

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,

137  

ché de la nova terra un turbo nacque,

138  

e percosse del legno il primo canto.

 

139  

Tre volte il fé girar con tutte l'acque;

140  

a la quarta levar la poppa in suso

141  

e la prora ire in giù, com'altrui piacque,

 

142  

infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».

Inferno Canto XXVI


Biografia di Dante Alighieri

Brani dello stesso autore

Partecipa al forum "I classici"

Tutti i diritti riservati