Luigi Zanzi

Storia e Natura

 

 

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===Le prospettive sono molte, devo dire che sono anche di vasta portata. Dal punto di vista culturale a me sta a cuore un aspetto particolare, che è soprattutto questo incontro tra natura e storia e che è certamente una delle novità che più si vivono oggi, già di fatto, nelle varie discipline; ma credo che da questo punto di vista bisogna arrivare a un chiarimento proprio disciplinare: se tutto quello che abbiamo testé detto, brevemente, molto rapidamente, ma direi abbastanza chiaramente, è vero, non ha più senso che noi si pensi alla storia come a una disciplina a se', come se ci fossero tante discipline: nel Disciplinario scolastico noi sappiamo che c'è la Fisica, la Chimica, la Letteratura, la Botanica, varie discipline, e in più, si aggiunge a un certo punto, c'è la Storia; non mi pare che questo sia più accettabile. Noi dovremo, credo, ristrutturare l'intero nostro orizzonte disciplinare in tutt'altro modo, dovremo probabilmente concepire varie discipline secondo pertinenze a vari campi di ricerca, e in ciascuno di essi introdurre una parte metodologica strutturale, cioè di costruzione di strutture, dove secondo me vanno ricomprese le attività proprie della Logica nelle sue varie forme, della Matematica, ecc..., e poi una metodologia di storicizzazione, una metodologia di storicizzazione in cui si dà conto di che lavoro storico si deve fare per affrontare una realtà che di fatto è storica. Ora, se questo è vero, la storia diventa un momento metodologico, da unirsi a quello strutturale dell'elaborazione logico-matematica, da inserire in qualsiasi disciplina, il che significa però, se questo è vero in termini costitutivi, che non c'è possibilità di parlare di fisica se non all'interno di una fisica costruita anche in termini di storia della natura fisica, e così pure non si può parlare di chimica se non vi è una chimica costruita anche in termini di storia della natura chimica, e avanti di questo passo. Quindi credo che diventi essenziale concepire una solidarietà della storia con tutte le scienze della natura, ma in questo modo specifico, in questo modo disciplinare, che richiede una profonda rivoluzione disciplinare di quelle che sono le tradizioni scientifiche delle singole discipline. La storia quindi non è più una disciplina che ha a che fare con il resoconto narrativo dei fatti sociali umani, cioè della storia della civiltà umana, della cultura umana, ecc...; questo è uno dei tanti temi della storia, ma la storia a che fare con la storia delle piante, la storia degli animali, la storia degli elementi, la storia del cosmo, ecc...; quindi non c'è possibilità assolutamente di concepire la storiografia come una disciplina a se' stante. Ogni teoria, nella misura in cui vuol dar conto in maniera scientifica del mondo, e vedremo questo scientifico cosa significa, significa "con una acquisizione rigorosa di processi di ricerca, che possono continuare rettificando se stessi", questa è l'idea che ho io di scientificità, che è un'idea di nuovo storica di scientificità, in cui quindi chiamo scientifico qualcosa che può aver riscontro tra più ricercatori, più scienziati di una comunità, in un procedimento che è capace di rettificare se stesso, che è capace quindi anche di tramandarsi, di essere rigorosamente riscontrabile di generazione in generazione, o da una ricerca all'altra, con capacità di dimostrare i propri errori e di imparare dai propri errori, di rettificare i propri errori. Orbene, in questo senso nessuna disciplina è scientifica se non è capace anche di fare in questo modo, con questo criterio strategico di scientificità, la storia del mondo, perché nella misura in cui abbiamo visto che la natura stessa dipende dalla sua storia, quindi dalla sua evoluzione, organica o inorganica che essa sia, è evidente che, se non teniamo conto di questo fatto costitutivo storico, non possiamo neanche tener conto, fare, approdare a teorie; quindi è evidente che ciascuna disciplina, o si fa anche in parte storica, oppure non riesce neanche ad essere se stessa. Questo forse è uno degli aspetti principali dell'incontro tra storicismo e storia della natura. Ce ne sono anche altri. Sempre per giocare reciprocamente, potrei anche dire che è molto importante un altro aspetto, cioè che la storia diventa consapevole della sua stessa naturalizzazione; in altri termini la storia non è più un fatto eccezionale all'interno della natura, non è più il miracolo, che dipende dall'apparizione della coscienza umana all'interno della storia della natura, per cui lì dentro, in questo mondo del vissuto coscienziale, ci sarebbe questo fiorire di una particolarissima forma di acquisizione conoscitiva che è la Storia, che procede come se fosse al di fuori, per intervento miracolistico, al di fuori della natura, come se fosse proprio un figlio spirituale, ma di uno spirito che è altrove, che viene da altrove, che non viene dalla natura. Anzi, credo che questo incontro possa dimostrare molto bene come è stato possibile che in un certo cosmo evolutivo, in un certo modo, si sia formato un soggetto che nella sua autopoiesi a un certo punto fa storia per costituire se stesso, e fa storia in risposta a un ambiente naturale che lo porta ad avvalersi della storia per poter conoscere, questo è il punto importante. E adagio adagio allora la storia diventa una risorsa naturale dell'uomo, una risorsa naturale con cui l'uomo risponde all'ambiente, con cui si adatta, con cui modifica se stesso; questo a me pare importante. Per avvicinare il mondo della storia al mondo della natura bisogna disumanizzare, togliere un po' di umanesimo alla storia, nel senso che bisogna portare la storia ad essere adatta a trattare oggetti anche non umani. D'altra parte direi che abbiamo il vantaggio che l'uomo, da questo punto di vista, riconosce se stesso come creatura naturale che fa storia perché la natura stessa gli consente di fare storia e lo porta a fare storia, lo porta a costituirsi come soggetto storiografo. Credo quindi che questi due aspetti siano molto innovatori nella tradizione storicistica, perché fanno una storia non più vincolata solo all'uomo, e dall'altra parte naturalizzano la storia stessa.

Tratto dall’intervista Storicismo e storia della natura, del 27 ottobre 1993, Napoli Vivarium===