VATTIMO
FILOSOFIA, POESIA, RELIGIONE
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L'ermeneutica è quella posizione filosofica che individua l'esperienza della verità non come descrizione oggettiva di stati di cose, non solo come descrizione oggettiva di stati di cose, ma prima di tutto come abitare dentro un'apertura che ci regge e ci rende possibile qualunque descrizione oggettiva. Come a Marx interessava capire l'ideologia che sta dietro le nostre descrizioni del mondo, così a Heidegger, alla filosofia di origine heideggeriana interessa cercare di risalire a questa verità come apertura alla quale apparteniamo, a questo paradigma. Ora, questo risalire è un dialogo con la poesia. Heidegger ha spesso parlato di filosofia, di pensare, come dialogo di filosofia e poesia. Questo dialogo non dà mai luogo ad una conclusione ultima, come se si dicesse: adesso i filosofi hanno capito cosa han detto i poeti, lo mettono giù chiaro in termini oggettivi e siamo a posto. No, il dialogo di filosofia e poesia è sempre ancora in corso e in questo dialogo, potremmo pensare, entra in gioco questo modo di vedere la verità come orizzonte a cui apparteniamo, che non è molto lontano dalla religione. A mio parere una riflessione intensa, approfondita, sul rapporto di filosofia e poesia per il pensiero, non può che condurre anche a ritrovare una certa valenza religiosa di ciò con cui la filosofia ha da fare. Se ciò che ci si svela nella poesia è quella verità che ci è data come dono, come grazia, se volete, e con cui siamo in un rapporto di dialogo - certo chiarificatore, interrogativo, non puramente contemplativo e passivo -, però tutto questo ha da fare con quell'altra forma della vita spirituale che Hegel, come ricorderete, metteva insieme a filosofia e arte, che è la religione. Io credo che il pensiero contemporaneo, attraverso l'esperienza dell'ermeneutica che ci ha riaperto il discorso - perché è molto popolare nella filosofia di oggi, anche in dimensioni diverse da quelle che io ho potuto illustrare qui, il dialogo della filosofia con la poesia -, nella misura in cui abbiamo accesso di nuovo, pensando, ad una ricerca della verità, ad un ascolto della verità che si dà nella poesia, forse siamo richiamati anche ad un'esperienza religiosa, in qualche modo. Ciò che caratterizza il pensiero di oggi in una larga fetta della filosofia - non voglio dire in tutta, ma in una larga parte della filosofia -, è dapprima un nuovo ascolto della poesia, ma sempre più anche una nuova sensibilità religiosa che non mette da parte la poesia. Questo è il punto. Probabilmente se c'è una nuova esperienza religiosa del pensiero oggi, essa dovrà essere sempre più intensamente collegata con l'esperienza estetica, dunque anche verso una ridefinizione dell'esperienza religiosa stessa.
Tratto dallintervista "Poesia e Ontologia"20 giugno 1996, Milano RAI
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