AFORISMI
Vittorio LANTERNARI
IL COMPARATIVISMO STORICO
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Il comparativismo storico di Pettazzoni è appunto un metodo che pone la necessità da parte dello studioso di confrontare, mettere a confronto fra di loro formazioni religiose di carattere anche lontano ma pertinenti cioè a società anche lontane fra di loro sul piano geografico e anche sul piano eventualmente cronologico e storico lontane, purché ci siano elementi come sosteneva lui, che consentano questa comparabilità fra i diversi poli messi a confronto tra di loro diciamo così.
E quali fossero poi questi elementi determinati riguardo alla comparabilità che rendessero legittima la comparabilità Pettazzoni non lo ha mai propriamente detto in termini espliciti lo ha lasciato credo che si possa dir questo, lo ha lasciato intendere relativamente al consenso dello studioso diciamo così, certamente lui non era alieno da appiccicare insieme tra di loro l'uno accanto all'altro pezzi di cultura religiosa di una popolazione o di un'altra popolazione lontana nel tempo e nei luoghi e nello spazio solamente perché avessero all'opinione allo studioso osservatore perché avevano o si poteva riscontrare fra di loro qualche somiglianza di credenza o qualche somiglianza di ritualità o cose di questo genere, ci voleva qualche cosa di più.
Io sostengo, ho sostenuto e ho messo in pratica senza neanche enunciare il metodo in termini teorici diciamo così, praticamente ho cercato di mettere a confronto fra di loro società che avessero avuto delle storie omologhe se non analoghe da parte appunto nei loro rapporti intersocietari con altre culture. Esempio: per me è stato salutare, estremamente utile per capire certi tratti caratteristici delle culture religiose che venivo studiando tra i popoli ex coloniali, oggi possiamo chiamarli ex coloniali, perché mi sono riferito a popoli che hanno subito tutti appartenenti alla Melanesia e alla Polinesia all'Oceania in generale tanto quanto appartenenti al mondo africano al continente africano o a quell'asiatico e sud-est asiatico oppure a quello americano dove forse non si può parlare sempre e solo di colonizzazione vera e propria ma di egemonia naturalmente dell'America bianca nei confronti dell'America indiana e India del sud dell'America meridionale, tuttavia hanno subito nella loro storia condizionamenti determinanti nella loro esistenza tanto determinanti da promuovere appunto un bisogno comune parallelo anche se in ogni comunicazione un popolo con l'altro un bisogno parallelo di emanciparsi da questo stato di soggezione. Ed ecco allora che nascono i movimenti religiosi di liberazione e di salvezza di queste diversissime società in tempi diversi anche poniamo in Polinesia nella fine del secolo scorso, in Africa nella fine del secolo e soprattutto si sono protratti anche in tutto il primo la prima metà del secolo attuale 1900-1930-1940 e fiorivano tuttora movimenti di religiosi di liberazione diciamo così o di rinnovamento generale.
Erano movimenti religiosi veramente religiosi perché si ponevano problemi di rinascita dell'intero mondo, della palingenesi del mondo intero e del ritorno dei morti. C'erano elementi mitici escatologici ricchissimi che non possiamo non chiamare religiosi. Nello stesso tempo però erano movimenti che ponevano il problema della liberazione dalla soggezione dei bianchi. Si diceva: "sta per arrivare il regno nuovo la nostra la nuova vita, la nuova esistenza, l'età dell'oro in cui i bianchi saranno spariti dalla circolazione ecco, e nello stesso tempo torneranno i morti". Oppure in America, anche per esempio appunto nel 1870-80-90, abbiamo avuto dei movimenti di anche lì di liberazione contro i bianchi determinati appunto dal bisogno di liberarsi dalla insopportabilità del potere dei bianchi nei confronti delle comunità locali.
Ora ecco il comparativismo storico come ho cercato di attuarlo basandomi sull'omologia di condizioni storico sociali che consente e legittima la comparabilità.