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Socrate === === DOMANDA: La figura di Socrate è stata paragonata per grandezza a quella di Cristo. Prof. Giannantoni, perché Socrate può considerarsi a pieno titolo un pilastro della nostra civiltà? La ragione fondamentale - io credo - sta nel fatto che dall'antichità ci è arrivato un quadro così complesso e così allusivo di Socrate che ogni epoca della storia umana ci ha rivisto qualche cosa che le apparteneva. La tradizione cristiana ha considerato Socrate uno dei pensatori pagani più alti, uno di quelli che più si è avvicinato al messaggio evangelico; il Rinascimento ha considerato Socrate uno dei suoi padri. Erasmo da Rotterdam diceva: "Santo Socrate prega per noi"; l'età dell'illuminismo ha visto anch'essa in Socrate un suo precursore; voglio dire, ogni epoca ha ricostruito una propria immagine di Socrate, ma ha indicato anche che quella di Socrate è una figura molto complessa. Perfino quelli che non hanno avuto simpatia per Socrate, per esempio Nietzsche, hanno però avuto verso di lui un atteggiamento tale da imporre la sua importanza. Quindi io credo che la vera ragione della continua presenza di Socrate nella nostra tradizione culturale sia dovuta al fatto che Socrate è stato veramente il primo filosofo, cioè colui che per primo ha riconosciuto di non sapere e per questo ha desiderato di sapere. Questa credo che sia la ragione fondamentale che fa di Socrate una delle fonti perenni della riflessione filosofica. Socrate ha come atteggiamento costante quello di revocare in dubbio tutte le certezze che gli sono presentate come tali; il sofista crede di sapere cos'è la virtù e Socrate lo mette in dubbio; il grande stratega crede di sapere che cos'è la tecnica militare e Socrate (in Senofonte) lo mette in dubbio; l'artista crede di sapere che cos'è l'ispirazione e la poesia e Socrate lo mette in dubbio. L'intento di Socrate è - attraverso questo dubbio, attraverso questa confutazione, attraverso questo esame - di provare se veramente il suo interlocutore sa o crede soltanto di sapere, cioè se di fronte alle sue obiezioni egli ha una risposta convincente oppure no. In questo senso l'atteggiamento fondamentale di Socrate è un atteggiamento elenctico, confutatorio; perciò Socrate ironizza, Socrate "dissimula", perché questo è il senso del termine ironia nel linguaggio socratico, cioè Socrate che dissimula la propria ignoranza di fronte alla pretesa di sapienza altrui questo Socrate ironico, dissimulatore, confutatorio è soltanto una parte dell'immagine di Socrate, nel senso che poi questa ironia, questa dissimulazione, questa confutazione trovavano legittimità e ispirazione dal fatto che soltanto attraverso la discussione sarebbe stato possibile progredire nella verità. Quindi erano, diciamo pure, strumenti dialettici che avevano lo scopo di far emergere il consenso perché la differenza fondamentale tra il dialogare socratico e la dialettica platonica (tra l'omologhia, l'accordo, il consenso socratico e la verità platonica), è che Socrate pone il consenso e la discussione come condizione della verità. Platone invece porrà la verità come condizione della discussione e della dialettica. Quindi il pensiero di Socrate rispetto a quello di Platone è un pensiero estremamente più laico, estremamente più critico, estremamente più interrogante e dubitoso. Tratto dall'intervista "Socrate" - Napoli, I.I.S.F., Palazzo Serra di Cassano, mercoledì 28 ottobre 1987=== |