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DOMANDA: Prof. Bargellesi, il sistema immunitario riconosce virus e batteri e, quando può, li neutralizza. Ma per riconoscere qualcosa come estraneo a sé il sistema immunitario deve innanzitutto riconoscere se stesso. Si può parlare allora di una autocoscienza del corpo? Direi che la definizione è pressappoco corretta. Potremmo dire che, più che essere capace di riconoscere l'esterno e l'interno, il sistema immunitario è un sistema potenziale di riconoscimento ed è in grado di generare una capacità di riconoscimento rivolta sia verso l'esterno che verso l'interno. Fino a 10-15 anni fa si pensava che il sistema immunitario fosse essenzialmente un sistema di difesa, quindi rivolto presumibilmente verso le strutture esterne, verso il non-self (come virus, batteri o altro); ultimamente però si è spostata l'attenzione, anche per la nascita di nuove teorie, sul fatto che il sistema immunitario è invece prevalentemente un sistema di riconoscimento per le molecole, per le strutture dell'organismo vivente. Quindi l'attenzione del sistema immunitario è diretta verso il self, verso il riconoscimento di se stesso. In questa ottica si può quindi dire che il sistema immunitario è molto simile, come struttura o come meccanismi di riconoscimento o di conoscenza, al sistema nervoso, che pure è aperto verso l'esterno, da cui si ricevono stimoli, e che però ha anche delle strutture di base per poter mettere in connessione gli stimoli con l'idea innata di partenza. DOMANDA: Quali sono le analogie e differenze tra il sistema immunitario e quello neurologico e psichico? Sono tutti sistemi di conoscenze; ma sino a che punto sono simili? Questa è una domanda a cui si possono dare varie risposte. Secondo me l'organismo vivente è basato sull'entità di informazioni che contiene, che sono fisse però malleabili, informazioni che sono il codice vivente, il DNA che contiene codificato il nostro progetto, il progetto di ogni essere vivente. Questo progetto è chimicamente simile in tutta la materia vivente: infatti si dice che il codice genetico, il DNA, è il sistema di base universale. Ammesso questo, e ammesso quindi che il nostro comportamento, la vita, si basi sulla possibilità informazionale contenuta nel DNA, sembra quasi necessario ammettere che tutte le nostre attività, in un certo senso, devono adoperare meccanismi comuni. Così come il sistema immunitario produce determinati tipi di molecole e attua un riconoscimento verso se stesso e verso l'esterno, così anche sembra di poter dire - se non altro come analogia che potrebbe servire ad uno studio comparativo dei due sistemi - che anche il sistema nervoso dovrebbe avere dei meccanismi di base che potrebbero essere utilmente raffrontati con i meccanismi immunitari, dal momento che il sistema immunitario è più facile da studiare del sistema nervoso. Tratto dall'intervista "L'immunologia e il riconoscimento del Sé " - Napoli, Stazione biologica, Museo, venerdì 13 novembre 1987===
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